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LA TUA OPINIONE – LA TARGA E’ ANCORA AL SUO POSTO …


Celiavamo un pò quassù quest’oggi col cav. Barbagiovanni e davamo l’ennesima occhiata alla piazza Garibaldi del vostro paese.”Vedrai che lo farà..” diceva fiducioso e speranzoso il mio nuovo amico convinto che,alla fine, il suo Enzo avrebbe restituito l’onore all’eroe dei due mondi. Finora, caro direttore – almeno fin quando ti invio queste note con la solita  nuvola – non c’è ombra di martellate ed il mio e vostro cavaliere continua, imperterrito, a confidare nella buona stella. “Lo farà domani, primo anniversario dei festeggiamenti dell’Unità d’Italia”..bontà sua… A dar credito al personaggio, non c’è oggi e non ci sarà domani. Per cui rimarrà in noi quel sentimento che non è di rabbia, ma di tanta tanta malinconia per un atteggiamento che fa a pugni con la storia, che fa strame delle leggi, del buon senso, del buon gusto, che non
tiene in nessun cale il rispetto dovuto alle istituzioni ed ai propri concittadini.

Cosa altrettanto assurda, un sindaco si erge a storico, boccia Garibaldi ed esclude qualsivoglia carattere positivo all’esistenza dello Stato Nazionale, di quello Stato-guarda caso-di cui lui è il rappresentante locale e che-in virtù di questo privilegio- quando gli conviene riconosce, cingendo la fascia tricolore e rivendicandone l’appartenenza.
Ma dove siamo? Nella repubblica delle banane? Una supponenza camuffata da protesta “sudista”, mentre palesemente si candida a diventare uno dei rappresentanti di tutti i trasformismi ed opportunismi politici che si alimentano nell’isola. In tal modo privando d iogni dignità politica quei cittadini, anche quelli che lo hanno votato,che gli chiedono solo di
amministrare con dignità la città.

Un “cettolaqualunque” in sedicesimo, insomma, alla stregua della miserabile pochezza delle classi dirigenti politiche meridionali, soprattutto locali, protagoniste di malgoverno, ma che continuano a stare al loro posto perchè votate da elettori la cui voglia di democrazia viene vanificata dai bisogni e, quindi, dall’uso spregiudicato e vessatorio di promesse elettorali e che, poi, solo tali si manifesteranno. “Servo e miope sud”.. ma cosa ci si può aspettare da uno che cavalca, in forma antistorica e populista, il ronzino del meridionalismo più becero e gretto e che si pregia di farsi “laudare”, pensate un pò, dal M.I.S. Ma mi faccia il piacere…..

Alexis de Tocqueville

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