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TEGOLA SUL COMPLETAMENTO DEL PORTO. BRUNO PRESENTA RICORSO


L’Impresa Bruno Teodoro ha presentato ricorso al TAR per l’annullamento del Decreto della Presidenza della Regione che il 27 gennaio scorso aveva di fatto approvato l’accordo di programma per i lavori di completamento del porto di Capo d’Orlando. Ma non soltanto. La nota impresa di costruzione chiede anche di annullare il verbale delle conferenze di servizi, le delibere di giunta e di consiglio comunale legate all’iter amministrativo e burocratico di completamento del porto. Ma ancora chiede di dichiarare l’inefficacia della convenzione con l’impresa Franco Eurovega aggiudicataria del project financing. Alla base della richiesta lo stravolgimento dei contenuti della convenzione tra il Comune di Capo d’Orlando e il
concessionario. Secondo l’Impresa Bruno da 23 milioni di Euro si è passati, nella procedura di aggiudicazione del Project Financing a 48 milioni di Euro. La durata della convenzione da 40 è passata a 60 anni. In poche parole sarebbero
state violate le norme in materia di evidenza pubblica dei contratti.

Insomma un’altra brutta tegola sul completamento del porto e non è l’unica viste le polemiche sollevate in questi ultimi mesi proprio sulla convenzione che il Comune paladino ha stipulato e modificato in corso d’opera con la Franco Eurovega. Intanto i tetrapodi continuano a fare bella mostra sulla spiaggia di Villa Bagnoli e nonostante i proclami tutto rimane ancora fermo. Nel novembre del 2010, il cosiddetto “D-Day”, era stato detto che entro 24 mesi il porto sarebbe stato ultimato. Ad inizio del mese di ottobre del 2011, quindi 11 mesi dopo, con la firma nell’aula consiliare di Sindoni e Raffaele Lombardo i mesi sono diventati 30 escludendo quelli ormai già trascorsi. L’unico movimento visto in questi anni è stato quello della produzione dei tetrapodi per la messa in sicurezza del molo di sopraflutto che sarebbe soltanto una minima parte del progetto di completamento del porto orlandino.

Se il ricorso presentato dall’Impresa Bruno Teodoro non dovesse essere accolto la stessa è probabile che chieda un corposo risarcimento danni. La situazione dunque si complica e questo comporterà inevitabili ritardi per i lavori di completamento del porto di Capo d’Orlando non nato di sicuro sotto una buona stella.

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