Dopo il Consiglio decade anche il Sindaco Trovato. Si ripresenterà alle elezioni?

San Piero Patti – Fuori tutti! Dopo il consiglio comunale il centro montano resta anche senza il sindaco Ornella Trovato e la sua giunta. Con elezioni già all’orizzonte – il prossimo 11 giugno – cambia poco da un punto di vista prettamente amministrativo, ma potrebbe cambiare tutto in chiave elettorale.

Sul campo di battaglia, oltre gli ultimi mesi di vita politica, c’è appunto un ulteriore elemento di novità. Dentro l’uovo di Pasqua potrebbe infatti esserci una sorpresa finora del tutto esclusa: la possibilità che il sindaco uscente possa ripresentarsi agli elettori, cancellando quella che fino a qualche giorno fa sembrava l’unica certezza in termini di nero su bianco in vista del cambio di pagina.

Sulla scia della querelle bilancio, culminata nella mancata approvazione del piano contabile per il triennio 2016-18 da parte del consiglio comunale, è quindi decaduto anche il primo cittadino. In osservanza alla legge n.17 del 2016 approvata dall’ARS (con integrazione dello scorso 29 marzo) l’avv. Trovato, eletta nel 2007 e riconfermata nel 2012, segue di fatti nel proprio destino l’organo di controllo, rimosso d’imperio lo scorso 9 dicembre e sospeso già a fine estate.

La notizia dell’imminente decadenza era comunque attesa: ecco allora l’ufficialità qualche giorno dopo il pronunciamento del Consiglio di Giustizia Amministrativa sul contesto di applicazione delle leggi regionali in questione.

Ed il provvedimento adesso disposto dalla Regione – già notificato – allontana dal municipio gli ultimi rappresentanti eletti, oltre a cambiare decisamente le carte in tavola. I due mesi di totale vulnus al timone del comune di San Piero Patti possono comunque passare in secondo piano, tenendo conto che la legge prevede una forte restrizione dei poteri conferiti al sindaco negli ultimi 45 giorni di attività.

E parlando proprio di fine mandato, anche i quattro assessori decaduti (vicesindaco Salvatore Taranto, Francesca Lauria, Massimiliano Giambrone, Nino Todaro) potranno già riposizionarsi elettoralmente senza attendere il termine naturale del proprio incarico. Ogni responsabilità amministrativa è infatti già stata affidata al commissario straordinario Giuseppe Nasello, che da dicembre sostituisce nelle proprie funzioni il consiglio comunale ed è ora chiamato a divenire “plenipotenziario” nel municipio nebroideo. Nasello guiderà allora il comune fino alla nuova consultazione elettorale  ed indirà i comizi elettorali, gestendo l’accesso delle liste all’elettorato passivo. Passaggio, questo, che diventa ancora più delicato data la nuova posizione di Ornella Trovato, che in queste ore sta accertando se e come leggi o sentenze emesse dalla Corte Costituzionale – si parla di un caso già applicato nel Nord Italia – la renderanno eleggibile per un terzo mandato consecutivo.

Intanto, in attesa della presentazione delle liste che dovrebbe verosimilmente chiudersi l’11 maggio, è il fronte opposto al sindaco decaduto a sondare il terreno. Più scosse di assestamento hanno polverizzato ogni equilibrio presente nel consiglio comunale decaduto e portato ad un’entrata vistosamente prematura nella campagna elettorale. Hanno quindi rotto gli indugi Gian Luca Camuti (“San Piero in Comune”) e l’ex sindaco Salvino Fiore (“Tutti X San Piero Patti”), che si sono presentati alla cittadinanza annunciando apertamente le rispettive candidature a sindaco. Appena staccati i lavori in corso per la candidatura di Marco Cannizzo (“San Piero 2050”), che ha esposto il proprio progetto in un incontro pubblico senza sciogliere alcuna riserva.

I riflettori tornano allora sul sindaco uscente e su un caso giurisprudenziale ancora da chiarire. Scartabellando sentenze, normative, emendamenti, tutto andrà acclarato con un occhio di riguardo per l’autonomia della Regione Sicilia in materia, si veda la mancata ricezione della legge Delrio che istituisce nelle altre regioni la possibilità di una terza sindacatura consecutiva per i comuni inferiori ai tremila abitanti.

Di certo la decadenza congiunta di sindaco e consiglio comunale sta già dando adito a ritorsioni dei sindaci verso la regione, su un luogo giuridico completamente inesplorato.

Sul tema, in provincia di Messina altri casi sono Valdina e Monforte San Giorgio, se per un certo aspetto della norma Mistretta evita sul gong le elezioni anticipate.

San Piero Patti potrebbe ad ogni modo essere una storia a parte, se l’atto d’imperio della regione dovesse clamorosamente avere effetti non calcolati sul sindaco Trovato. Chissà che proprio l’ennesima questione di tempi non renda il centro nebroideo un unicum nell’unicum, col primo cittadino che, uscito dalla finestra, potrebbe rientrare dalla porta principale ritrovandosi di nuovo in fila per la presentazione delle liste elettorali.

Fuori tutti, dunque: la partita elezioni si giocherà alla pari, con un comune del tutto commissariato ed equilibri che cambiano ancora, a tempo scaduto. Sì, a tempo scaduto, come quel bilancio e quelle normative regionali che imporranno davvero a San Piero Patti di voltare pagina.

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