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PDL: “L’ELEZIONE DI CIRPIANO E’ ILLEGITTIMA”


L’elezione di Giovanni Cirpiano a revisore unico del Comune di Capo d’Orlando è illegitima. Ad affermarlo il coordinamento cittadino del PDL in un comunicato stampa che anticipa l’invio degli atti agli organi istituzionali competenti (Corte dei Conti ndr). Per questo motivo i consiglieri comunali che fanno capo al coordinatore Renato Mangano pongono una “questione pregiudiziale” sulla “Eccezione di legittimità della proposta di deliberazione relativa all’elezione del revisore
dei conti”. Inoltre Abate, Trifilò e Triscari chiedono il ritiro del punto all’ordine del giorno dell’ultima seduta consiliare avente come oggetto ”Elezione del revisore dei conti-triennio 2012-2014”. Sono numerose le motivazioni indicate dal PDL orlandino che sembrano testimoniare l’illegittimità dell’elezione di Giovanni Cirpiano. Di seguito il comunicato stampa del PDL di Capo d’Orlando e la corposa “questione pregiudiziale”:

“Il Coordinamento cittadino del P.D.L. e  i Gruppi consiliari del P.D.L. e Alleanza per Capo d’Orlando – Movimemto 25 Giugno, manifestano viva preoccupazione per l’irresponsabile condotta della maggioranza consiliare che, in dispregio alle
vigenti disposizioni di legge in materia, al pacifico orientamento giurisprudenziale e alle esaustive direttive dell’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, ha votato l’elezione del dott. Giovanni Cipriano, revisore unico, in sostituzione del dimissionario dott. Giuseppe Micale, nonostante la ferma opposizione dei gruppi consiliari “Azzurri” che hanno contestato lillegittima composizione monocratica dell’organo di controllo del Comune di Capo d’Orlando.

La vicenda assume contorni ancor più grotteschi, anche, in considerazione del fatto che il civico consesso è stato notiziato, dal capogruppo del PDL, Abate, della recente diffida al comune di Tortorici, da parte dell’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, Dipartimento delle Autonomie Locali, Servizio 3 “Vigilanza e Controllo degli Enti Locali-Ufficio Ispettivo”, a conformare  lo Statuto alle disposizioni di legge vigenti che prevedono l’elezione di n° 3 revisori e che in difetto verrebbe attivata l’azione sostitutiva prevista dall’art. 24 della L.R. 44/91, con conseguente nomina di un commissario ad acta per l’adozione degli atti omessi con oneri a carico dell’Ente.

Il Coordinamento cittadino del PDL e i Gruppi consiliari “Azzurri”, preso atto della strumentale insensibilità della maggioranza a sostegno dell’amministrazione Sindoni, con conseguente deriva delle istituzioni democratiche, al fine di ristabilire la legalità nelle scelte del Consiglio Comunale, informano la Comunità Orlandina che, per l’accaduto, verranno interessati gli organi istituzionali competenti”.

Oggetto: “Questione pregiudiziale”, ex art. 33 del regolamento per la disciplina delle adunanze e del funzionamento del Consiglio Comunale e dei diritti e doveri dei consiglieri e del presidente, approvato con delibera di c.c., n. 27 del
07.05.2001. Eccezione di legittimità della proposta di deliberazione relativa all’elezione del revisore dei conti. Richiesta di ritiro del punto 3 all’o.d.g. della seduta consiliare del 09.03.2012, avente ad oggetto: “Elezione del revisore dei conti-triennio 2012-2014”.

I sottoscritti consiglieri comunali, nell’espletamento del proprio mandato elettorale, con la presente evidenziano, preliminarmente,  l’illegittimità della proposta di deliberazione emarginata, stante che contrasta con:
– la nota, prot. n. 1432 del 19.02.2003 dell’Assessorato Regionale degli Enti Locali, “che ha stabilito che la materia nell’ambito della Regione Siciliana è regolata dall’art. 57 della L.N. 142/90, come recepito ed integrato dalla L.R. 48/91”;
– il parere n° 2, del 04/03/2008, reso dalla Corte dei Conti, Sezioni Riunite per la Regione Siciliana, che, tra l’altro, ha evidenziato che “l’art. 14 della legge costituzionale del 26.02.1948, n. 2 attribuisce alla Regione Siciliana competenza legislativa esclusiva in materia di enti locali e che pertanto la disciplina dei relativi organi di revisione compete soltanto alla regione”;
– l’Ordinanza n° 157 del 04.02.2011 del C.G.A., che ha accolto l’appello dell’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica con relativo annullamento della sentenza del TAR di Catania n. 1093 del 07.09.2010, quest’ultima “erroneamente” richiamata dal Segretario Generale di codesto Ente nella seduta di c.c. del 22 luglio 2011 “Elezione del revisore dei conti-triennio 2011-2013” per confutare l’articolata proposta dei consiglieri Abate e Triscari, rispettosa delle
disposizioni di cui all’articolo 57 della L.N. 142/90, così come recepito ed integrato dalla L.R. 48/91, che regola le procedure di rinnovo dell’organo di revisione degli enti locali della Regione Sicilia, specificando che i consigli comunali eleggono, con votazione contestuale, il collegio composto da tre membri, e del parere del 04.03.2008, n. 2, reso dalla Corte dei Conti, Sezioni Riunite della Regione Siciliana, in sede consultiva;
– la nota del 27.12.2011, prot. n. 28217 “diffida ad adempiere” dell’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, Dipartimento delle Autonomie Locali, Servizio 3 “Vigilanza e Controllo degli Enti Locali-Ufficio Ispettivo”, trasmessa al comune di Tortorici, le cui argomentazioni, de plano, confortano le eccezioni sollevate dagli scriventi, con la quale si invitava l’organo consiliare oricense a sanare l’erronea procedura di elezione:
– emendando l’atto di modifica dello statuto adottato con delibera di consiglio comunale, al fine di ristabilire l’originaria conformità alle disposizioni di legge vigenti in materia;
– provvedendo all’avvio del procedimento della nomina dei componenti dell’organo di revisione economico-contabile secondo le disposizioni dell’art. 57 della L.N. 142/90 e s.m.e i.;
–  ponendo in essere gli atti di cui sopra nel termine di giorni trenta, con avvertimento che lo spirare del termine assegnato comporterà l’azione sostitutiva prevista dall’art. 24 della L.R. 44/91, con conseguente nomina di un commissario ad acta per l’adozione degli atti omessi con oneri a carico dell’Ente inadempiente,

PREMESSO
-Che con deliberazione n 34 del 22/07/2011 era stato eletto come revisore unico il dott. Giuseppe Micale, il quale con nota del 28/02/2012, prot. n° 4927,  rassegnava le irrevocabili dimissioni dalla carica di revisore unico, per sopravvenuti ed
improvvisi impegni di carattere familiare che non gli consentivano di svolgere con serenità l’attività di revisore;
-Che il Presidente del Consiglio del Comune di Capo d’Orlando nella proposta di deliberazione n° 5 del 06.03.2012 per l’elezione del revisore dei conti, triennio 2012/2014, richiama l’art. 1, comma 732 della L.N. 296/2006 (finanziaria 2007), che modifica l’art. 234 del T.U.E.L. e l’art. 43 dello Statuto comunale, che recita:” Il consiglio comunale, come previsto dall’art. 234 del D.Lgs 267/2000 e s.m.e i., nomina un solo revisore, eletto a maggioranza assoluta dei presenti”,

ATTESO
Che i riferimenti normativi richiamati nella proposta di deliberazione de qua,  per effetto del rinvio dinamico operato dalla legge regionale alle disposizioni delle leggi statali trovano applicazione  solo per le disposizioni in materia di ordinamento finanziario e contabile e non anche per la nomina dei revisori;
-Che l’art. 234 del Decreto Legislativo 267/2000 riproduce il contenuto dell’art.57 dell’abrogata legge 142/1990, “…i consigli comunali e provinciali eleggono, con voto limitato a due componenti, un collegio di revisori composto da tre membri…”, in Sicilia lo stesso art. 57 della Legge 142/1990, è stato recepito dall’art. 1 della citata Legge Regionale n. 48/1991 con l’unica modifica prevista alla lettera i), numero 2, laddove è stabilito che “…al comma 1 dell’art. 57 (della L.142/90,) le parole “due componenti”, sono sostituite con le parole “un componente”…;
-Che il legislatore siciliano ha voluto così accentuare quelle finalità di tutela della rappresentatività della minoranza consiliare ed il connesso profilo dell’autonomia e indipendenza del Collegio dei Revisori dei Conti, perseguite con la scelta del sistema di elezione unica dei tre componenti, facendo aumentare la probabilità che almeno un componente del Collegio venga eletto dalla minoranza;
-Che la giurisprudenza siciliana è ormai da tempo assolutamente pacifica nel ritenere che “…la tutela delle minoranze consiliari, presupposta dalla normativa del T.U. del D.Lgs.267/2000, in una lettura costituzionalmente orientata delle relative previsioni, non può che imporre di interpretare le norme di recepimento del suddetto T.U. in Sicilia con il medesimo criterio ermeneutico…” e che “…tale lettura sia imposta anche dalla considerazione che, pur essendo il Collegio dei Revisori dei Conti complessivamente ed unitariamente posto a supporto dell’intero Consiglio Comunale, entrambi venendo in considerazione come organi e non come somma di componenti, è del pari vero che le funzioni di tutela dell’organismo di revisione ricondotte e riconducibili sarebbero potenzialmente vanificate se alla minoranza consiliare non fosse consentito a priori di poter esprimere uno dei componenti del medesimo Collegio…”    (cfr. T.A.R. Sicilia – Catania, Sez. I, Ordinanza del 14 maggio 2005 n. 781, confermata da C.G.A. il 18 luglio 2005, n. 662; conforme tra le altre la sentenza T.A.R. Sicilia – Catania, Sez. III, 8 luglio 2008 n.1283 ed inoltre
T.A.R. Sicilia – Catania, Sez. I, ordinanze 3 novembre 2005 n.1653, 28 marzo 2006 n.563, e 16 febbraio 2006 n.320);
-Che la nomina dei revisori dei conti  negli enti locali della Regione Siciliana, è disciplinata dall’art. 57 della L. 142/1990 come recepita ed integrata dall’art. 1 della L.R. 48/1991 che regola le modalità di elezione dell’organo, i requisiti di appartenenza dei suoi componenti, la durata, la revoca e le funzioni, nonché dagli artt.235, 236, 238 e 241del D. Lgs.267/2000, giusto rinvio alle disposizioni statali afferenti operato dal comma 10 del citato articolo 57 per quanto riguarda la disciplina relativa al trattamento economico, al numero degli incarichi ed ai divieti;
– Che  resta salva la competenza esclusiva della Regione Siciliana, a statuto speciale, che ha diversamente disciplinato il sistema di scelta dei tre componenti. In tal senso si è pronunciato, in materia di organizzazione degli Enti Locali lo stesso
C.G.A. con il parere n. 592/93 del 16 novembre 1993 ed in particolare con il parere n. 402/95 del 14/11/95. Il C.G.A., nel riconfermare i principi sopra enunciati, specificamente attribuisce natura di rinvio recettizio statico a quello operato dalla legge regionale 48/1991 alla legge statale 142/1990, con la conseguente inapplicabilità automatica nell’ambito della Regione Sicilia delle modifiche introdotte con legge statale all’ordinamento degli Enti Locali;
-Che la  Corte dei Conti  a Sezioni  riunite  con  parere del  4 marzo 2008, n.2 ha escluso l’introduzione  del revisore unico nei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti e superiore a 5.000,  ex comma 732, L. n. 296/2006 per i seguenti motivi:
a) l’art. 14 della legge costituzionale 26 febbraio 1948 n.2 (Statuto Siciliano) attribuisce alla Regione siciliana competenza legislativa esclusiva in materia di enti locali, e pertanto la disciplina dei relativi organi di revisione compete soltanto alla Regione;
b) la Regione siciliana ha legiferato in materia e con l’art. 1 della legge regionale 11 dicembre 1991n. 48 (Provvedimenti in tema di autonomie locali) ha poi recepito – con modificazioni ed integrazioni – la legge nazionale 8 giugno 1990 n.142 (Ordinamento delle autonomie locali) e, in particolare (v. lett. i), l’art.55 di questa, secondo cui l’ordinamento finanziario e contabile degli enti locali è riservato alla legge dello Stato;
– Che la  legge regionale n. 48 del 1991 ha modificato il comma 1 dell’art.57 L. n.142 del 1990 (secondo cui “i consigli comunali e provinciali eleggono, con voto limitato a due componenti, un collegio di revisori composto da tre membri), disponendo che “le parole due componenti sono sostituite con le parole un componente”;
– Che non può ritenersi, sul punto, che la Regione abbia fatto un mero rinvio dinamico alla legge statale, contenendo la L.r. n. 48/91 un preciso riferimento ai tre componenti dei collegi dei revisori già previsti dal suindicato art. 57 L. 142/90, confermando quindi la composizione numerica degli stessi e ferma restando la disciplina dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti,

CONSIDERATO
-Che Il Collegio dei Revisori è “organo neutrale, di estrazione professionale e con carattere di permanenza cui sono attribuiti compiti oltre che di vigilanza sulla regolarità contabile e finanziaria della gestione anche la collaborazione con il relativo consiglio dell’ente nella sua funzione di controllo ed indirizzo” (Corte dei Conti, Sez. Enti locali, 24 gennaio 1992, n. 1);
-Che l’esigenza di assicurare il rispetto della indipendenza del Collegio dei Revisori, in tal senso, appare tanto più importante in quanto sono venuti meno i controlli esterni tradizionalmente assicurati dai Co.Re.Co., per cui si rende imprescindibile assicurare che i controlli interni rispondano a logiche di rafforzata efficienza e autonomia;
-Che nei comuni con popolazione superiore ai 5000 abitanti è necessario che il Collegio, composto da tre membri, debba essere espressione dell’intero Consiglio, anche in relazione alla considerazione che la normativa attribuisce al Collegio dei Revisori funzioni molto forti di controllo sulla regolarità di gestione, che a sua volta risulta vincolata dalle direttive impresse dal Consiglio in sede di approvazione del bilancio;
-Che, per le superiori argomentazioni, appare evidente che nella Regione Sicilia trova, esclusivamente, applicazione il D. Lgv 267/2000 (nella parte già contenuta nel D.Lgv 77/95) per il tramite dell’art. 55, comma 1,
della L. 142/90 recepita e vigente ai sensi dell’art. 1, lett. i) della L.R. 48/1991;
– Che in Sicilia, nei comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, la revisione economico-finanziaria è affidata ad un solo revisore, eletto dal consiglio comunale tra coloro che sono iscritti nel Registro dei revisori contabili e che, invece, in quelli con popolazione superiore 5.000 abitanti, la revisione economico-finanziaria è affidata ad un collegio composto da tre membri, da quanto premesso, atteso e considerato,

C H I E D ONO
ai sensi dell’art. 33 “Questione pregiudiziale”  del regolamento  per la disciplina delle adunanze e del funzionamento del consiglio comunale e dei diritti e doveri dei consiglieri e del presidente, approvato con delibera di c.c., n. 27 del 7.05.2001, il ritiro della proposta di deliberazione de qua, al fine di ristabilire la legalità nelle scelte del consiglio comunale, operando nella fattispecie la riformulazione della stessa in conformità alle richiamate disposizioni di legge vigenti in materia, al pacifico orientamento giurisprudenziale e alle esaustive direttive dell’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, Dipartimento delle Autonomie Locali, Servizio 3 “Vigilanza e Controllo degli Enti Locali-Ufficio Ispettivo.  

Rosario Abate, Daniela Trifilò, Edda Triscari

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