I paesaggi e le bellezze mirtesi nella “Trilogia dell’altrove”

Mirto – E’ stato presentato Sabato 18 Marzo, presso la Sala delle Capriate del Museo del Costume e della Moda Siciliana, il libro “Trilogia dell’altrove” scritto dal mirtese Marco Ricca.

Il volume “Trilogia dell’altrove” è ambientato principalmente a Mirto, di cui vengono messe in evidenza i paesaggi e le bellezze culturali, storiche, architettoniche e ambientali.

Hanno preso parte all’esposizione del libro “Trilogia dell’altrove”, oltre all’autore Marco Ricca, il Sindaco di Mirto Maurizio Zingales, la relatrice e la curatrice della prefazione del volume Marika Usenza ed Emanuele Frisenda.

Il Sindaco Zingales ha voluto sottolineare il legame indissolubile che lega l’autore Marco Ricca al paese di Mirto e lo ha ringraziato per aver voluto presentare il suo ultimo lavoro proprio nel Comune mirtese.

L’autore Marco Ricca ha giudicato Mirto come un posto dell’anima, dove ha sede il patrimonio delle sue radici, un centro di gravità pieno di eccellenze e di talenti, una circolarità magica con molti privilegi della gente. Poi ha letto alcuni passi del suo prossimo libro, ancora in fase di scrittura, in cui ha voluto ricordare l’amico fraterno Giuseppe Petrolo, anche lui un giovane originario di Mirto, scomparso tragicamente lo scorso 1 Gennaio per un incidente sul lavoro. Lo scrittore ha poi voluto ringraziare il maestro Giuseppe Severini, uno dei protagonisti di “Trilogia dell’altrove”, proprietario della Casa della Musica di Randazzo. Severini è un grande studioso di musica, di fisica del suono e un grande liutaio.

Marika Usenza, compagna di liceo dell’autore Marco Ricca, ha tracciato le linee principali di “Trilogia dell’altrove”. Si possono distinguere, secondo il parere della relatrice della pubblicazione, due diversi momenti: quello lirico e poetico e quello della narrazione. Nel momento lirico il tempo della narrazione e della storia si fermano, la bellezza della parola viene messa in evidenza, e il lettore si ferma a riflettere. Il narratore in alcuni casi è provocante nei confronti del lettore. Ci sono dei riferimenti alle poesie di Montale, quando si considera il poeta come un sacerdote laico della quotidianità; questo è il tema metafisico e sociale. Nonostante la notevole presenza di questi scorci lirici, tuttavia il livello conduttore del progetto è la narrazione. Il tipo della narrazione è quella dei viaggi che si intrecciano, mentre è molto difficile, per Marika Usenza, definire un genere letterario preciso per “Trilogia dell’altrove”. Ci sono infatti elementi del romanzo psicologico, del romanzo di formazione, del giallo intriso di viaggi. Strutturalmente il libro inizia come un labirinto, ma poi via via trova una sua struttura lineare. La narrazione assume tratti ironici nei momenti in cui traspare l’ironia dell’autore, che indugia su alcuni dettagli della quotidianità. In “Trilogia dell’altrove” appaiono diversi personaggi. Mattia è il personaggio centrale, che ricalca le origini dell’autore Marco Ricca. Lo scrittore è onesto intellettualmente, in quanto mette a disposizione del lettore i luoghi più intimi della sua vita. Altri personaggi sono le guide, che hanno un ruolo fondamentale nell’intreccio del libro. Importante è anche la figura di Teodoro Claude. Alcuni personaggi rappresentano la figura genitoriale maschile, in quanti molti dei protagonisti sono orfani. C’è la mamma di Mattia e accanto alla figura della madre c’è quella della donna, rappresentata sotto diverse sfumature. A volte la donna assume una figura eolistica. Il tema conduttore all’interno della narrazione rimane comunque il viaggio, il viaggio catartico, il viaggio di formazione, il viaggio inteso come topos che è l’altrove. Anche i luoghi assumono una grande importanza, come Portopalo di Capo Passero, la Casa della Musica di Giuseppe Severini a Randazzo (di cui ne ha parlato in precedenza nel suo intervento Marco Ricca), il bosco di Mangalaviti. Marika Usenza al termine del suo intervento fa riferimento a un’opera artistica sacra, il mosaico del Cristo Pantocratore del Duomo di Monreale, che appare in “Trilogia dell’altrove”. La cifra stilistica e la grandezza del libro possono essere paragonati a questo mosaico.

Infine Emanuele Frisenda ha letto alcuni passaggi del volume “Trilogia dell’altrove”, reinterpretandoli sotto forma di poesia.

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