Sequestrati in un ristorante del comprensorio nebroideo 45 chilogrammi di pesce mal conservato

Sant’Agata Militello – Elevate sette sanzioni per circa 30 mila euro.

Prosegue l’impegno capillare degli uomini dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Sant’Agata Militello, guidati dal tenente Giovanni Pigna, nel controllo della filiera della pesca, a tutela degli operatori, e nei settori di demanio, ambiente e sicurezza della navigazione.  Nel fine settimana, le attività di polizia giudiziaria hanno portato al deferimento di due persone ed al sequestro di svariati quantitativi di pesce. In particolare, in un ristorante del’hinterland  sono stati scoperti e sequestrati 45 kg di vario pescato conservato senza il rispetto delle procedure imposte dalla normativa sulla conservazione del pesce.

Denuncia e sequestro del pesce anche per un un ambulante, a carico del quale è stata contestata anche la truffa, poiché esponeva del pesce qualificandolo impropriamente come baccalà. Posti sotto sequestro numerose reti ed attrezzi da pesca non autorizzati, trovati a bordo di pescherecci provenienti da marinerie non appartenenti al comprensorio locale. Sette le sanzioni elevate per un ammontare complessivo di circa 30 mila euro. Sul versante amministrativo, sono proseguiti i controlli,  in collaborazione con gli uffici locali di Capo d’Orlando e Santo Stefano di Camastra , riguardo l’occupazione del suolo demaniale ed il rispetto delle concessioni. Sotto la lente d’ingrandimento, in particolare, la zona di Sant’Agata Militello gravemente danneggiata dall’erosione. Già a gennaio il comandante Pigna aveva scritto a tutti gli enti competenti segnalando la grave situazione di pericolo per le strutture esistenti e sollecitando, per ragioni di pubblica incolumità, un’ordinanza che impedisse la sosta ed il transito sulla battigia in corrispondenza delle aree oggetto di smottamenti. Posta particolare attenzione alle due strutture immediatamente a ridosso del lungomare crollato, ed interessate anch’esse da danni.

Nei confronti dei titolari è stata quindi emessa disposizione di rimozione di alcuni elementi della struttura pericolanti, che potrebbero rappresentare danno alla pubblica incolumità ed alla stessa navigazione nel momento in cui alcune parti potrebbero staccarsi ed essere trascinate in mare. Per i proprietari degli stabilimenti, che hanno subito notevoli danni, anche in previsione della stagione estiva prossima, potrebbe prospettarsi un ricollocamento delle strutture o comunque una riperimetrazione in virtù del terreno eroso. Dalla verifica sono, infine, emerse lacune, riguardo una sola delle strutture, nell’autorizzazione al mantenimento nel periodo invernale, ragion per cui sono state fatte le comunicazioni di rito all’assessorato regionale territorio ed ambiente ed all’autorità giudiziaria.

(foto repertorio)

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