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BAGARRE AL CONSIGLIO COMUNALE DI CAPO D’ORLANDO SULLE DIMISSIONI DEL REVISORE DEI CONTI


Momenti di grande tensione durante la seduta del Consiglio Comunale. Alla discussione sulle dimissioni del revisore contabile, dottor Micale, interviene il presidente Gianfranco Timpanaro con l’intento di fare chiarezza ma scatena l’ira della minoranza rappresentata dai consiglieri del PDL Abate, Trifilò e Triscari. Il tutto perché lo stesso Timpanaro ha voluto chiarire le motivazioni che hanno portato alle dimissioni il dottor Micale leggendo una sua lettera indirizzata al consiglio comunale. Sembra infatti che lo stesso Micale abbia preso questa decisione a causa di una nota inviategli dal gruppo consiliare del PDL che metteva in dubbio la sua professionalità.

Appena lette le prime righe il presidente del consiglio viene energicamente interrotto dal consigliere Abate che minaccia l’abbandono dell’aula con il suo gruppo. Abate viene zittito energicamente da Timpanaro che continua a leggere la lettera di Micale dichiarando al consigliere del PDL che non può sottrarsi dalle sue resposabilità. “Il mio senso di responsabilità e la stima nei confronti del civico consesso, si legge nella lettera del dimissionario Micale, mi portano a dare le giuste spiegazioni sulle mie dimissioni. Ringrazio il sindaco per la fiducia, legge ancora il presidente Timpanaro, questa mia lettera chiaramente vuole evitare strumentalizzazioni
politiche. La missiva del PDL è da considerarsi irricevibile. Secondo il mio parere vogliono sollevare dei dubbi sul mio compito. E’ evidente che se qualcuno mette in dubbio il mio operato mi sento messo ingiustamente in discussione e di conseguenza non posso che rassegnare le mie dimissioni. La lettera mi ha turbato, continua Micale, ed ha turbato anche la mia famiglia. La mia scelta è stata inevitabile. Una scelta di un figlio che rifarei anche mille volte. Non credo di poter perdonare chi per obiettivi politici ha dato una così grave botta alla mia famiglia. A meno che non decidano di chiedere scusa. Mi rivolgo a loro dicendo che, conclude Micale, se sono venuti a conoscenza di fatti supportati da prove sulla mia condotta hanno il dovere di farli presenti al consiglio e agli organi competenti”.

Interviene anche il consigliere Massimo Reale che definisce la lettera del PDL al dottor Micale come un atto intimidatorio a tutti gli effetti che intendeva attaccare il sindaco Sindoni e non il revisore contabile.

 

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