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RIFIUTI ZERO CON LA COMPOSTIERA COLLETTIVA


Il Consigliere comunale Carmelo Galipò, del gruppo “Insieme per cambiare”, ha proposto al Sindaco di Capo d’Orlando Enzo Sindoni, un nuovo progetto riguardante la gestione dei rifiuti organici  biodegradabili, la Compostiera collettiva.  Secondo il Consigliere, l’attuale raccolta è caratterizzata da costi economici ed ambientali esorbitanti e non ha prodotto benefici in termini economici per la nostra comunità. Nonostante sia indispensabile differenziare a tutela dell’ambiente, se si valuta la questione in termini di benefici monetari, oggi, costa di più differenziare che mettere tutto insieme, un paradosso che trova conferma ad esempio nei costi di trasporto. Progettando per il futuro, si dovrebbe pensare invece ad una strategia che ci permetta di non produrre rifiuti, e se non ci sono rifiuti non si devono gestire.
A questo vuole mirare la strategia “zero waste” rifiuti zero, con l’uso delle Compostiere pubbliche, come quella prodotta dalla Svedese Joraform; la Joraforf 5100. Questa tecnica, già utilizzata in Svezia ed altri paesi europei, rappresenta una soluzione ottimale per lo smaltimento dei rifiuti organici, consentendo il compostaggio locale e comunitario presso le cosiddette “Atervinnings Rum”, ovvero le “Case del Recupero di materia”. Presentata alla fiera Ecomondo di Rimini, da qualche anno questa macchina che riesce a soddisfare lo smaltimento dei rifiuti organici di circa 100 famiglie, è distribuita anche in Italia. Assolutamente sicura e installabile in luoghi chiusi non rilascia odori o fumi di qualsiasi tipo; è un vero e proprio impianto dove i rifiuti domestici organici e gli scarti di giardino vengono introdotti tramite un apposito sportello, per venire poi automaticamente triturati insieme a pellet. Sono quindi trasferiti nella cosiddetta “camera di sviluppo”, dotata di un impianto di aerazione, dove il rifiuto “fresco” viene mescolato con il materiale già presente. Dopo circa due settimane viene trasferito nella “camera di maturazione”, dove viene completato il processo di compostaggio. La presenza di due sezioni separate all’interno del macchinario, ciascuna controllata in modo autonomo, permette di assicurare i migliori risultati possibili, in condizioni di assoluta igiene e soprattutto senza la produzione di percolato inquinante. Alla fine di questo processo, viene prodotto il COMPOST, un fertilizzante che può essere tranquillamente utilizzato in agricoltura.  Un’attività che, riducendo notevolmente il conferimento del rifiuto organico in discarica, combatte le emissioni di metano e conseguentemente i cambiamenti climatici e l’effetto serra. Il compost può essere poi riutilizzato come concime fertilizzante e ammendante del suolo per terreni agricoli, aree verdi, orti e giardini, mentre il biogas metano può essere impiegato per la produzione di calore o elettricità. A questo si deve aggiungere un comportamento virtuoso dei cittadini/utenti che devono necessariamente riconoscere l’utilità della riduzione della produzione di rifiuti a fini salutari ed economici anche attraverso l’utilizzo del compostaggio domestico, pratica tradizionale e straordinariamente efficace in quanto consente di ridurre i rifiuti, contribuendo all’ottenimento di terriccio utilizzato direttamente nel luogo di produzione contenendo così i costi di raccolta.
In alcuni casi tale pratica ha permesso di eliminare totalmente la raccolta dell’umido; in altri casi, comunque, di ridurla.
Il compostaggio collettivo, è solo una parte della strategia “Zero waste” ma che ci potrebbe portare nel tempo a comprendere l’utilità di tali politiche a costi ridotti, ma dai benefici incalcolabili. Premesso tutto ciò il Consigliere, ritenendo che il progetto potrebbe rappresentare un motivo di vanto per il paese e, che potrà dare interessanti prospettive anche commerciali, propone al Sindaco di avviare il progetto pilota attraverso l’acquisto di una compostiera e, dopo averne valutato l’efficacia installarne una per ogni contrada.
“Siamo certi che queste politiche – afferma Carmelo Galipò- che il Legislatore Europeo ci invita da tempo ad attivare (Libro verde sulla gestione dei rifiuti organici biodegradabili in Europa – Strategia tematica per la protezione del suolo), se sostenute attuate e praticate con costanza riusciranno a ridurre drasticamente anche i costi economici (Bollette), che oggi purtroppo sono troppo elevati”.

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