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“Sistema Votrico”, adesso deve restituire al Comune oltre 550 mila euro

Pettineo – L’ex responsabile dell’area economica e finanziaria Votrico dovrà pagare al “suo” comune oltre 550 mila euro.

Francesco Votrico, 63 anni, è stato condannato dalla Corte dei Conti, sezione giurisdizionale della Sicilia. I carabinieri della compagnia di Mistretta, nel gennaio 2015, hanno eseguito un sequestro conservativo di beni del valore di 518 mila euro, 3 immobili e 6 terreni a Pettineo, nei confronti di Francesco Votrico e del figlio Giuseppe. Il sequestro conservativo è stato adesso convertito nel pignoramento riferito alla somma che dovrà pagare. La Corte dei Conti ha quindi accolto quanto richiesto dalla pubblica accusa.

Era stato l’attuale sindaco di Pettineo, Giuseppe Liberti, nel novembre del 2013, a denunciare un’inspiegabile situazione di dissesto finanziario e presunte anomalie su alcuni mandati di pagamento emessi dall’area economico finanziaria. Secondo l’accusa Votrico, tra il 2008 e il 2013, falsificò 73 mandati di pagamento e le relative quietanze per lavori e forniture di beni e servizi al comune mai effettuati, e dirottò le somme sui conti correnti suo e del figlio. Il danno ammonta appunto a 550 mila euro. Nel 2014 fu arrestato, patteggiò e fu condannato dal tribunale di Patti a cinque anni di reclusione. Insieme al figlio Giuseppe, aveva messo in piedi il cosiddetto “Sistema Votrico”. Emetteva a sua firma, in qualità di capo area, mandati di pagamento “ingiustificati” (per cifre che andavano dai 500 ai 20 mila euro per volta), che presentavano però estremi a prima vista regolari o plausibili, documenti apparentemente legittimi emessi agli atti dell’ufficio ragioneria. Una seconda copia, dove invece alla voce “beneficiario” venivano poste le coordinate bancarie di uno dei conti correnti suoi o del figlio, Votrico li portata personalmente presso l’agenzia Unicredit di Tusa che svolge funzioni di tesoreria per il comune di Pettineo.

Una volta effettuata la transazione del denaro, la banca restituiva al comune i mandati di pagamento regolarmente liquidati, apponendovi il timbro di avvenuto pagamento. Il ragioniere Votrico li distruggeva sostituendoli con una seconda copia del mandato originariamente prodotto, apponendo un falso timbro bancario di avvenuto pagamento. Agli atti dell’ufficio, quindi, restava un documento “pulito” privo di ogni traccia di reato.

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