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Carbonchio, attenzione ma nessun allarmismo

Floresta – Evitare allarmismi e fare chiarezza. Queste le parole d’ordine utilizzate da sindaci e tecnici per una schiarita dopo al tempesta carbonchio che si è abbattuta su Nebrodi ed Etna. Alcuni dei bovini morti, stando ai risultati degli esami eseguiti dal servizio veterinario del distretto di Bronte, sarebbero stati colpiti da carbonchio ematico, patologia causata dal batterio “Bacillus anthracis”, che colpisce gli animali erbivori, ma “può interessare l’ uomo”. Alla notizia l’allarme è staccato, generando panico e psicosi, anche per l’ordinanza n. 85 del 13 ottobre emessa dal sindaco di Randazzo Michele Mangione. “ A seguito di manifestazione di carbonchio ematico è dichiarata zona infetta il territorio comunale nelle contrade nord, nord ovest della S.S. n. 116 fino al confine del territorio del Comune di S.Domenica Vittoria, Floresta e Tortrici ,nelle contrade site a nord, nord-ovest del fiume Alcantara e della S.S. n. 120 fino al confine del territorio del Comune di Bronte”. Necessario a questo punto intervenire e a farlo nella duplice veste di amministratore e dirigente veterinario in servizio presso l’ASP di Messina è stato il sindaco di Floresta Sebastiano Marzullo. “La patologia zootecnica del carbonchio colpisce gli erbivori – scrive il primo cittadino – il contagio all’uomo avviene solo nel caso di contatto diretto con carcasse di animali morti, ovvero con la raccolta di funghi e verdure a distanza di almeno 15 mt. da animali morti per tale malattia. Le categorie di persone più esposte sono gli addetti al settore, come gli allevatori ed il personale medico veterinario. Non sussistono invece problemi – scrive ancora – per il consumo di carne in quanto i rigorosi protocolli di vigilanza sanitaria ne garantiscono la tracciabilità e la sicurezza. Analoga considerazione può essere fatta anche per i derivati del latte. Tuttavia – conclude il sindaco, l’attenzione deve essere mantenuta alta, fornendo, nelle zone interessate dalla patologia, le dovute informazioni e adeguate misure di profilassi, senza – comunque – ingenerare paura e ingiustificate preoccupazioni”. E intanto, un cartello “zona infetta da carbonchio ematico” impedirà l’accesso nelle zone “rosse” dove per il momento è meglio non avvicinarsi per evitare qualunque forma di contaminazione. L’emergenza terminerà 15 giorni dopo l’ultimo ritrovamento di animali morti o 21 dopo l’ultima diagnosi di nuova infezione.

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