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UE vuole limiti alla pesca per salvare il pesce spada

Negli ultimi 30 anni la popolazione nel Mediterraneo si è ridotta del 70% e ora si pensa a misure simili a quelle adottate per il tonno rosso.

Il Mediterraneo ha bisogno di un piano Ue d’emergenza per il recupero degli stock di pesce spada, simile a quello messo in atto a partire dal 2006 per il tonno rosso, che sta avendo buoni risultati. Ne è ormai convinta la Commissione europea, dopo l’allarme lanciato a una riunione internazionale di scienziati la scorsa settimana a Madrid: il commissario all’Ambiente e alla Pesca, Karmenu Vella, in una lettera inviata nei giorni scorsi a tutti gli Stati membri, ha annunciato che proporrà il piano di recupero alla prossima riunione, in novembre, dell’Iccat, l’organizzazione internazionale che si occupa della conservazione dei tunnidi e delle specie affini (pesci spada e squali) nell’Oceano Atlantico e Mar Mediterraneo.

Vella ne ha discusso con i ministri responsabili durante il Consiglio Pesca oggi a Lussemburgo. I dati scientifici mostrano che 30 anni di sovra-sfruttamento hanno ridotto del 70% la popolazione del pesce spada nel Mediterraneo, ma finora non si era mai riusciti a convincere l’Ue e i suoi Stati membri a intervenire, nonostante le pressioni esercitate dal mondo scientifico e dalle Ong ambientaliste come Oceana, e nonostante il fatto che il pesce spada dell’Atlantico sia invece sottoposto a un piano di recupero dal 1997. La Commissione aveva fatto un primo, timido tentativo nel 2010-2011, ma gli Stati membri non l’avevano appoggiata, e aveva rinunciato.

Oggi il commissario all’Ambiente ci riprova, e a quanto pare con una ben maggiore determinazione: Vella chiede ai ministri responsabili di sostenerlo nella proposta di introdurre un tetto (“Total Allowable Catch”) alle catture totali di pesce spada nel Mediterraneo, e di diminuire ogni anno questo limite massimo, “in linea con i pareri scientifici”.

Per il pesce spada del Mediterraneo, “la drammatica situazione degli stock richiede immediate azioni di recupero, come è stato confermato dai rapporti preliminari degli scienziati dell’Iccat”, sottolinea Vella nella sua lettera.

Il sottosegretario al Ministero delle politiche agricole con delega alla pesca, Giuseppe Castiglione, ha espresso una posizione di cauta apertura alle proposte del commissario, durante il Consiglio Ue di oggi a Lussemburgo. “Non siamo contrari pregiudizialmente, ma vogliamo prima vedere come saranno affrontate le questioni sociali, ambientali e gestionali” del piano di recupero, ha detto Castiglione alla stampa a margine della riunione. “Gli stock di pesce spada – ha riconosciuto – sono sempre più depauperati e urge un intervento dell’Ue e dell’Iccat”.

Intanto, ha aggiunto con soddisfazione Castiglione, “sta funzionando” il piano di recupero per il tonno rosso. E sta funzionando così bene che il governo italiano giudica opportuno chiedere di aumentare di un altro 20% la propria quota di catture, oltre al 20% già concesso, per il 2017.

Lorenzo Consoli per AskaNews

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