lapide-martorelli

Martorelli, maestro indipendente, artista originale

Capo d’Orlando – Gli amici hanno ricordato Gigi Martorelli scoprendo sabato scorso la lapide al cimitero orlandino.

E forse tra le tante frasi, parole, commenti, sentite, ascoltate, durante il sentito evento, è quella riportata nel titolo, ben detto da Felicia Lo Cicero, che ne fa la summa, la sintesi, li comprenda tutti.

Un mazzo di fiori, gialli, rossi e azzurri. I colori “primari” che il pittore – ormai orlandino d’adozione, anche se era nato a Palermo e vissuto a lungo a Milano – amava moltissimo, la base di tutti i suoi quadri.

Quello di Gigi Martorelli regala agli amici che, con il passa parola, in tanti sono arrivati alla spicciolata, prima sulla spianata del cimitero, poi percorrendo i vialetti sotto la sua tomba, per dargli ancora un saluto. Lui guarda, dall’alto.

La foto lo ritrae in una sua tipica espressione quando, pur già dall’espressione matura ma ancora giovane, iniziava a frequentare Capo d’Orlando. Un amore a prima vista che lo convinse a rimanerci per sempre. Gigi Martorelli infatti amava Capo d’Orlando, ed è proprio riferita ai tramonti orlandini la citazione fatta incidere sul marmo che ora definisce la tomba. “L’orizzonte screziato di rosa e arancio segno che il sole sta per affondare”.

Gli amici del pittore si sono ritrovati in un gesto che va oltre ai simboli. Tra amicizia e rispetto, affetto e ricordi di percorsi vissuti insieme, ma sopratutto stima e conforto per i familiari, le figlie, la moglie presenti a questa cerimonia che triste nei ricordi è rimasta calda di emozioni come appunto erano i quadri di Gigi.

Massimo Scaffidi ha ricordato di aver conosciuto il pittore nell’ultima fase della sua vita ma parlandoci a lungo, entrando nella sua “sfera” artistica sembra conoscerlo da sempre. Nel parla semplicemente e poi chiama i presenti a dar testimonianze.

Cosi si susseguono gli interventi di Giacomo Miracola, dell’assessore comunale Cristian Gierotto, del critico d’arte Felicia Lo Cicero, quindi i ricordi di Riccardo Damiano che si sofferma, mentre scatta l’applauso, su “Martorelli Uomo Onesto” e di Carlo Nunzio Rinaudo e Roberto Santoro della Pathos che hanno fortemente voluto questo omaggio.

martorelli

La famiglia Ferrarolo Marco e i figli Angelo, Adriano e Tindaro; gli amici;  Aldo Parla; Enzo Costantino; Francesca Pietropaolo; la Galleria La Rocchetta di Aldo Fiocco; le professoresse Anna e Caterina Ruta; la Fondazione Piccolo; la Fondazione Damiano; Carlo Rinaudo e Roberto Santoro, in rappresentanza  dell’associazione Pathos hanno reso possibile l’evento.

I lavori, ideati, avvallati e donati dagli amici  sono stati accolti con grande soddisfazione anche dall’Amministrazione Comunale.

lapide-martorelli-02

Toccante l’intervento dei presenti che hanno raccontato fatti ed episodi condivisi con l’eclettico artista che, dal suo arrivo a Capo d’Orlando, ha saputo delineare un percorso artistico di ricerca attraverso il linguaggio pittorico personale, mantenendo il rispetto di una decisa e incondizionata originalità e indipendenza.

Print Friendly

clean-service


mt-infissi


uniscuole

Articoli Correlati

Close