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Caso assenteismo: il pericolo della sovraesposizione mediatica

Milazzo – Tutti a caccia dello scoop, della testimonianza, dell’intervista esclusiva, dalla Rai a La7 dentro il Watergate milazzese.

“Se ne parla tanto, forse troppo”. Questo il mantra di alcuni dipendenti comunali, quelli non toccati dall’inchiesta “Libera uscita” che ha coinvolto 59 presunti assenteisti. Il riferimento è alla sovraesposizione mediatica che in questi giorni sta subendo Milazzo.

Rai 3, Barbara d’Urso, La7 con Piazza Pulita fino a L’Arena di Giletti la prossima domenica. Tutti a commentare una delle peggiori inchieste sull’assenteismo dell’intero stivale. Ma i dipendenti “buoni” quelli che non hanno nulla a che fare con l’inchiesta lamentano che si sta strumentalizzando troppo la vicenda e che Milazzo non meriti questa cattiva pubblicità. Bisogna fare un passo indietro, a qualche mese fa, quando arrivarono le prime avvisaglie dell’inchiesta. Nel calderone – e questo l’ha anche precisato il Sindaco Formica nella nostra intervista esclusiva – sarebbero finiti diversi reati di diversa entità. Gli risponde Giuseppe Marano, esponente del Nuovo Psi provinciale: “Responsabilità anche del Sindaco per aver confermato funzionari indagati”. Il riferimento è alla proroga di tre mesi nel giugno 2015 (quindi pochi giorni dopo l’insediamento di Formica) per gli incarichi nelle posizioni organizzative (essendo il Comune sottodimensionato con due soli dirigenti).

Parlando con qualcuno dei coinvolti, ci sarebbe l’intenzione di agire legalmente in quanto in alcuni casi si sarebbe trattato di assenze giustificabili, spesso dovute al mancato passaggio del badge elettronico per svariati motivi: chi usciva e rientrava subito per spostare il disco orario dei parcheggi a pagamento – l’inchiesta inizia nel 2014 quando ancora si pagavano – oppure per alcuni dipendenti che passavano la strada per andare alla Capitaneria di Porto o spostarsi in altri dipartimenti del Comune. C’è chi, chiamato in causa per emergenze sempre tecniche, partiva di tutta fretta per ripristinare un guasto idrico o elettrico. Tra gli indagati anche l’addetto stampa del Comune che però, secondo quanto riferito, ha un contratto da giornalista con obblighi diversi dal “dipendente semplice”.

Tutte ipotesi al vaglio della magistratura e che sicuramente fanno e faranno discutere. In questa fase dell’indagine in tandem, Guardia di Finanza locale e Procura, hanno provveduto a raccogliere le prove tangibili. Starà poi ai magistrati incaricati ricostruire le motivazioni e le possibili giustificazioni nell’inchiesta dell’inchiesta: il Watergate mamertino. Sicuramente se ne tornerà a parlare, forse troppo.

 

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