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Agenzia delle Entrate verso la chiusura? Valle del Timeto: “colpa dei politici locali”

Patti – “A parte un’interrogazione parlamentare di Alessio Villarosa, solo chiacchiere e discussioni da corridoio”. È quanto dichiarato dagli esponenti del comitato “Valle del Timeto” che sono di recente intervenuti sulla faccenda relativa alla paventata chiusura dell’ufficio di Patti dell’Agenzia delle Entrate.

Nel j’accuse del comitato si fa addirittura riferimento a dei non meglio identificati “complici” di una scelta dettata dalla “moda” della spending review, con decisioni calate dall’alto e di fronte alle quali i rappresentanti politici non solleverebbero obiezioni.

Insomma, la soppressione dell’ufficio pattese sarebbe essenzialmente determinata dall’immobilismo della classe politica locale, più attenta ad eseguire  “ordini di scuderia e a schiacciare i pulsanti in parlamento che a lavorare sul territorio per tutelare gli interessi dei cittadini”.

“Non ci spieghiamo – si chiedono gli esponenti del comitato – perché in altri territori si ottengano risultati, come a Gela e Taormina, dove pare che la chiusura degli uffici territoriali sia stata definitivamente scongiurata. Perché questo non sta accadendo a Patti? Forse perché contiamo poco?”. Al centro delle polemiche anche la mancanza di  una vera mobilitazione da parte delle istituzioni locali, dei rappresentanti politici e della popolazione.

Di seguito uno stralcio della nota diffusa dal comitato:

“Noi del Comitato Valle del Timeto già lo scorso luglio avevamo lanciato l’allarme, ma soprattutto avevamo dato la nostra disponibilità per organizzare una mobilitazione popolare e riunire un tavolo tecnico finalizzato a trovare una soluzione per il mantenimento dell’Agenzia in un hinterland che conta più di 50 mila abitanti, con una città sede di tribunale ordinario e di altre importanti istituzioni. Sappiamo che l’amministrazione comunale di Patti ha agito chiedendo l’aiuto dei sindaci del comprensorio e da settimane ha avviato un’interlocuzione con la Direzione dell’Agenzia per ottenere il trasferimento degli uffici, mettendo a disposizione alcuni locali della sede municipale di piazza Mario Sciacca. Siamo sicuri che l’amministrazione comunale di Patti si sta battendo per mantenere questo ufficio ma – ci dispiace dirlo – abbiamo riscontrato uno scarsissimo interesse da parte dei sindaci del comprensorio che, a parte qualcuno, non hanno dimostrato di avere a cuore le sorti dei propri cittadini. Alla nostra nota del 11 luglio (inviata ai sindaci dei 15 comuni del Pattese, a tutte le istituzioni, a tutti gli ordini professionali e alle principali organizzazioni sindacali) hanno risposto in pochi. Abbiamo raccolto la disponibilità del sindaco di Librizzi, del presidente dell’Ordine degli Architetti di Messina, del Collegio dei periti industriali, del presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e della Casartigiani dei Nebrodi. Con l’amministrazione comunale pattese invece sono intercorse comunicazioni informali. Con questi interlocutori continueremo a coordinarci e a impegnarci. Ma adesso che la data della chiusura dell’ufficio di Patti è sempre più vicina e che solo un ultimo sforzo di concertazione da parte del Comune di Patti e dei sindaci potrebbe scongiurarla, ci sentiamo di porgervi alcune considerazioni. Visto che la chiusura dell’Ufficio era nell’aria ormai da quasi due anni e che a più riprese articoli di stampa avevano sottolineato questo rischio, perché gli amministratori ma soprattutto i tanti rappresentanti politici del territorio (che puntualmente colgono le occasioni più propizie per mettersi in mostra con “annunci” a orologeria) non hanno intravisto per tempo questa eventualità e perché non sono intervenuti nelle sedi opportune?”.

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