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Allarme lavoro, l’Anci giovani batte cassa per Garanzia giovani

Pettineo – L’SOS arriva ancora una volta dai giovani da Anci Sicilia, a pochi giorni dalla pubblicazione dei dati INPS che confermano nell’isola un record di disoccupazione giovanile pari al 56%.

Per Anci giovani a rendere ancor più drammatica la situazione è il fallimento di Garanzia Giovani che ha avuto un boom di attivazioni 46.569, un flop di assunzioni 7944 e una cascata di denunce di sfruttamento per orari di lavoro, turni notturni e festivi e nessuna formazione. “Tra rimpalli di responsabilità, messaggi di rilancio, smentite e riconferme, l’unica certezza è la mancanza di serietà da parte del governo regionale – scrivono Maurizio Lo Galbo, presidente di Anci Sicilia giovani e Gianfranco Gentile, componente della Direzione regionale – che mortifica quei giovani che hanno creduto agli annunci, citando il motivo di un noto spot pubblicitario si potrebbe dire che con il progetto Garanzia Giovani si volevano mettere le ali ma, forse, quelle ali oggi verranno utilizzate dagli stessi ragazzi per abbandonare una terra a cui non credono più”.

Ed effettivamente così è, basta leggere post, commenti e testimonianze del gruppo social “tirocinanti garanzia giovani Sicilia” che conta oltre 10 mila iscritti che aspettano di ricevere 1, 2, 3, o addirittura tutte le mensilità. Soltanto poche settimane addietro, l’Assessore Regionale alle Politiche Sociali,on. Gianluca Miccichè, aveva rassicurato tutti i giovani partecipanti al suddetto progetto che entro la fine di settembre, sarebbero stati completati tutti i pagamenti.

L’assessore al lavoro Gianluca Miccichè è sotto attacco, anche l’onorevole Marcello Greco, deputato di Sicilia Futura e presidente della Commissione Ars formazione e lavoro ha chiesto a Crocetta di revocargli l’incarico. Miccichè che aveva regalato una estate di speranza alle migliaia giovani in attesa, ma l’autunno ha ancora i colori dei conti in rosso, anche se risulterebbero in pagamento i tirocini della provincia di Messina. E, intanto, la Cgil Sicilia denuncia un lavoro sempre più precario, con poche garanzie, diritti “ridotti” e sfruttamento. “Questo quadro va strettamente correlato – commenta Michele Pagliaro segretario regionale della Cgil – alla caduta dell’industria e dell’edilizia e all’ampliamento della base occupazionale in turismo, commercio e servizi, settori serbatoio tradizionale di lavoro precario, stagionale, sottopagato”.

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