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Pronti a subire per mantenere il presidio? All’Agenzia delle Entrate locali a costo zero

Patti – «Disponibilità di locali a titolo gratuito per l’Ufficio Territoriale dell’Agenzia delle Entrate».

Recita esattamente così l’oggetto della nota inviata dal sindaco Aquino ai vertici dell’ufficio territoriale di Patti e della direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate.

È l’ultimo disperato tentativo per cercare di mantenere in città l’importante presidio territoriale, la cui imminente chiusura è stata in questi mesi annunciata più volte nell’ottica di una spending review che continua, come una mannaia, a tagliare nel mucchio senza considerare le legittime esigenze dei territori colpiti.

Venendo alla proposta: i locali concessi in comodato d’uso gratuito sono quelli ubicati in una porzione della casa comunale di piazza Mario Sciacca. E vantano una superficie complessiva di circa 175 metri quadri.

«L’immobile – scrive Aquino ai vertici regionali dell’Agenzia – è ubicato in zona centrale, ottimamente servita da mezzi di trasporto pubblico e dotata di ampie zone di parcheggio. In ragione del notevole interesse della mia comunità e di quelle dei Comuni viciniori al mantenimento dell’Ufficio Territoriale di Patti, si rappresenta inoltre anche la disponibilità dei Comuni del circondario a farsi carico delle spese relative alle utenze».

Adesso si rimane in attesa di riscontro per poi concordare, eventualmente, un sopralluogo congiunto finalizzato alla valutazione dell’idoneità dei locali, nella speranza che possano soddisfare le esigenze dell’Agenzia (che di contro sembra snobbare decisamente quelle dei cittadini di un intero comprensorio).

Che le sorti del distaccamento territoriale siano appese a un filo è noto a tutti. Mettiamola così: salvare l’Agenzia delle Entrate equivale a tentare di mantenere in vita un malato terminale. Il paragone non è poi così azzardato, considerato che dopo un primo ridimensionamento l’ipotesi di soppressione si fa ogni giorno più concreta e Patti potrebbe davvero perdere un importante presidio, uno di quelli che nei decenni le è valso l’appellativo di “città dei servizi” del comprensorio tirrenico-nebroideo.

A quanto pare, mesi di interlocuzioni e tavoli di confronto non hanno potuto nulla contro la politica perseguita dai massimi vertici dell’Agenzia. E dopo la fumata nera sulle due opzioni di trasferimento presso la vecchia sede del consorzio Tindari-Nebrodi di via Vittorio Emanuele e all’interno dei locali di via Cattaneo di proprietà dell’Enel, spunta fuori quest’ultima soluzione che prevede il trasferimento dell’ufficio all’interno dei locali comunali di piazza Sciacca a costo zero, comprese le utenze (tranne quelle telefoniche). Adesso  non rimane altro che incrociare le dita e auspicare un ripensamento dell’ultimo minuto.

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