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Dai sindaci un documento di sostegno per i precari e le loro famiglie. Chiesto tavolo tecnico

Torrenova – Oltre 45 sindaci della provincia messinese, su iniziativa dell’amministrazione comunale guidata da Salvatore Castrovinci, si sono incontrati ieri sera a Torrenova per analizzare possibili soluzioni al fine di dirimere la questione del precariato che, da oltre vent’anni, tiene con il fiato sospeso i lavoratori in forza agli enti.

I Sindaci, insieme ad esponenti della deputazione nazionale e regionale, hanno esposto il loro punto di vista col chiaro intento di sollecitare i competenti organi istituzionali chiedendo con forza l’apertura di un tavolo tecnico istituzionale di concerto con la Regione per elaborare norme chiare in materia, certezze economiche per le agognate stabilizzazioni e risoluzioni tempestive per i precari.

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I primi cittadini hanno inoltre sottoscritto congiuntamente un documento in cui ribadiscono il loro sostegno ai contrattisti ed alle loro famiglie che vivono il dramma dell’incertezza e, senza i quali, molti enti potrebbero anche chiudere. Uno alla volta i sindaci hanno ribadito le loro posizioni in materia di precariato, alcuni pronti a marciare su Roma o Palermo, altri persino a chiudere i rispettivi comuni, ma tutte improntate al dialogo per avviare le stabilizzazioni dei lavoratori.

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Sotto accusa è finito inevitabilmente il governo regionale con la farraginosa legge numero 3 del 2016  il cui articolo 27 prevedeva che entro il 30 giugno, termine prorogato al 30 settembre, ciascun ente territoriale dovrebbe approvare il piano programmatico delle assunzioni, pena l’esclusione del riparto del fondo risultato essere in netto contrasto con la norma nazionale che sancisce, altresì, il blocco delle stabilizzazioni a favore della ricollocazione del personale in esubero nelle dismesse province.

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Tutti i presenti hanno inoltre recusato l’ipotesi della convergenza definita da più parti come una “deportazione dei precari” nella Resais o in un’agenzia unica regionale. Dopo i primi cittadini sono inoltre intervenuti i deputati nazionali Maria Tindaro Gullo, Tommaso Currò, Enzo Garofolo e gli onorevoli regionali Filippo Panarello, Franco Rinaldi, Bernardette Grasso, Giuseppe Laccoto e Marcello Greco, il presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, sub commissario Pd, i rappresentanti delle sigle sindacali Calogero Emanuele e Pippo Gardenia ed altri.

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Si è registrato qualche momento di tensione accompagnato da esternazioni di rabbia e sofferenza da parte di alcuni precari subito richiamati all’ordine dal sindaco Salvatore Castrovinci che in conclusione ha ribadito “Siamo riuniti per avviare un confronto e vagliare le possibili soluzioni atte al superamento del regime delle proroghe, dei vincoli assunzionali e finanziari da parte dello Stato, verso i processi di stabilizzazione. Come Sindaci e come padri di famiglia non possiamo che essere accanto ai nostri lavoratori grazie ai quali i comuni, sino ad oggi, hanno garantito servizi essenziali per la comunità. Siamo pronti ad ogni azione condivisa che contribuisca a definire una vicenda che rischia di provocare un vero e proprio disastro sociale e istituzionale”.

 

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