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“Senza Tregua”: Rocchetta ai domiciliari

Tortorici – Ai domiciliari Massimo Salvatore Rocchetta, 41 anni  originario di Totorici, arrestato nell’ambito dell’operazione “Senza Tregua” lo scorso 29 maggio, con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso ed associazione a delinquere finalizzata al traffico e spaccio  di sostanze stupefacenti.

Il giudice per le indagini preliminari (Gip) del tribunale di Messina Salvatore Mastroeni in accoglimento della richiesta di scarcerazione eccepita dagli avvocati di fiducia Giuseppe Tortora e Fabio Armeli Iapichino ha disposto la mitigazione della misura cautelare.  L’inchiesta “Senza Tregua”, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia(DDA) di Messina , di concerto con il commissariato di Polizia di Capo d’Orlando e la Squadra Mobile di Messina portò all’esecuzione di 23 ordinanze di custodia cautelare, di cui 16 in carcere e 7 agli arresti domiciliari. Fra gli arrestati oltre a Rocchetta anche Antonio Foraci, ritenuto il boss emergente del clan mafioso di Tortorici dei Bontempo Scavo, in rapporto di affari con potenti famiglie della ‘ndrangheta calabrese, il figlio Cristian, Giuseppe Sinagra di Sinagra e Giovanni Montagno Bozzone  di Tortorici , da poco assegnato ai domiciliari, che insieme a Rina Calogera Costanzo, moglie di Antonio Foraci , scarcerata e sottoposta ad obbligo di firma,  avrebbero tutti operato illecitamente al fianco di Foraci, portando a termine estorsioni in danno di commercianti ed imprenditori, avvalendosi della forza intimidatrice del vincolo mafioso.

Un sodalizio dedito al pizzo e all’approvvigionamento e vendita di stupefacenti, con una serie di affiliati che ne avrebbero condiviso il progetto. Antonio Foraci forniva precise istruzioni al figlio Cristian ed a Giovanni Montagno Bozzone , raccomandando loro di fare presente agli estorti che era lui il soggetto cui fare riferimento per la raccolta dei soldi. Questi costringevano quindi le vittime a consegnare il denaro sotto la minaccia, anche implicita, derivante dall’appartenenza alla associazione mafiosa operante nel territorio di Tortorici, così sottintendendo e prospettando l’eventualità di attentati. In particolare Massimo Rocchetta  secondo l’accusa avrebbe mantenuto, nel corso di una precedente carcerazione, contatti con detenuti appartenenti a famiglie della malavita organizzata, operanti nel settore delle estorsioni e del narcotraffico, provvedendo inoltre a far pervenire messaggi all’esterno .

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