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Marinello, in bassa stagione per godere dello spettacolo della natura

Patti – Ben quattrocento ettari di spiaggia a Marinello, costa rocciosa e vegetazione lussureggiante intervallati da alcuni bacini d’acqua salmastra incastonati tra sinuose lingue di sabbia.

Basterebbe osservare l’area da “Google Earth” per rimanere incantati da Marinello; se poi si avesse la fortuna di addentrarsi all’interno della riserva ci si renderebbe conto della straordinarietà di un luogo in cui madre natura sembra dominare incontrastata.

Stiamo parlando dell’area lagunare di Marinello, vera perla della costa tirrenico-nebroidea. È proprio da qui che bisognerebbe partire per puntare alla destagionalizzazione dell’offerta turistica del territorio. Se da un lato, infatti, il turismo balneare di agosto riesce ad oliare l’indotto che ruota intorno alla riserva, dall’altro rischia di creare una pressione eccessiva sul delicato ecosistema dell’area lagunare. Per questo sarebbe bene riuscire a diluire l’affluenza turistica in più mesi, evitando le concentrazioni di massa su un’area talmente fragile.

Senza contare che maggio, giugno, settembre e ottobre sono i mesi ideali per godere appieno delle bellezze che la riserva è in grado di offrire agli amanti del turismo naturalistico ed ecosostenibile. Con le sue pareti di roccia metamorfica a strapiombo sul mare e le calette che si insinuano fin dentro gli imponenti costoni, dove l’azzurro limpido dell’acqua incontra il verde smeraldo della vegetazione, la riserva di Marinello è l’ideale per chi ama praticare il trekking o l’escursionismo via terra e via mare.

Ma è sotto la superficie dell’acqua che si scorge un intero mondo popolato da meravigliose creature: saraghi, occhiate, piccole murene, ricci di mare e tantissime specie vegetali. Settembre è anche il periodo ideale per nuotare insieme alla coloratissima Cassiopea, una medusa con scarso potere urticante che di questi tempi fa la sua comparsa tra le limpide acque della riserva. Il consiglio, naturalmente, è di affidarsi a delle esperte guide subacquee per  addentrarsi fin dentro le grotte scavate nella roccia. Ma se ci si volesse arrangiare col “fai da te”, allora sarebbe bene esplorare l’area a bordo di pedalò e canoe, evitando le inquinanti imbarcazioni a motore e rispettando pedissequamente i principi di tutela della riserva.

(La foto è stata gentilmente concessa dall’esperto sub e fotografo subacqueo Salvo Amato).

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