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Patto per il Sud a Milazzo. Un’occasione persa?

Milazzo – Poco rilevanti i finanziamenti dal Petto per il Sud. Stanziati circa 16 milioni di euro di messa in sicurezza ma restano fuori altri progetti per il bene della città.

Un magro bottino per Milazzo, terzo Comune della provincia di Messina. Dei 320 milioni del Patto per il Sud, Milazzo è stata interessata da “appena” 16 milioni di euro. Di questi, il contributo più consistente riguarda i lavori di adeguamento della condotta sottomarina adiacente contrada Fossazzo; una somma di 8 milioni di euro tondi. L’investimento più rilevante ai fini turistici invece, riguarda la messa in sicurezza del costone roccioso su cui poggia l’enorme Castello mamertino, il secondo castello federiciano più grande d’Europa (un contributo di circa 3,5 mln di euro).

Ciò che resta è destinato a finanziare lavori di messa in sicurezza di strade periferiche nella zona industriale, come la bretella che collegherà Archi – in prossimità del territorio di San Filippo del Mela – e l’asse viario di Milazzo. Un altro piccolo contributo di 390 mila euro sarà destinato, si legge nel documento scaricabile dal sito della Regione Sicilia, per la messa in sicurezza della strada provinciale 72/bis che passa da Capo Milazzo.

Dei progetti invece che potevano essere presentati in sede di Masterplan, soltanto uno sembra essere approvato e riguarderebbe i giardini di Federico II. Ma anche in questo caso bisognerà aspettare la conferma dell’apposita commissione. Insomma un magro bottino per una delle città più grandi dell’intera provincia in proporzione alle somme destinate a Comuni ben più piccoli. Forse questo giustifica il silenzio dell’Amministrazione – sia questa che la precedente – in riferimento ai risultati conseguiti dal tavolo delle trattative, considerando anche la parentela politica col Pd di entrambe le coalizioni. Restano quindi fuori dal conteggio molti altri progetti discussi da tutte le parti politiche durante l’ultima campagna elettorale del 2015 e che potevano essere inclusi: dalla bonifica della litoranea, ai fondi per l’area marina protetta, la messa in sicurezza della struttura del Diana e il recupero di quell’area, la rivalorizzazione della spiaggia di Ponente – sistemata solo a tratti – il potenziamento di una rete di rilevazione ambientale, il salvataggio dell’arenile di Vaccarella. E tante altre proposte mancano all’appello. Un’occasione persa?

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