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Pretesta bambini, parla la dirigente Fachile: “Non ho annullato sdoppiamento e non sono per il sorteggio”

Acquedolci – Continua la protesta dei genitori della scuola secondaria di primo grado ma la dirigente Bianca Fachile vuole chiarire la sua posizione visto che qualche fraintendimento e diverse incomprensione sembra si siano già verificate.

Bianca Fachile, dirigente dell’istituto scolastico di Acquedolci non è per il sorteggio dei ragazzi che vede come ultima opzione possibile nella composizioni delle due classi e, da noi intervistata, tiene a precisare che non ha mai annullato sdoppiamento effettuato dall’ex preside, per il semplice fatto che questo lo aveva richiesto ma non glie era stato concesso.

L’intenzione evidente, ascoltando le parole della Fachile, è quella di trovare un accordo con i genitori che però non sembra cosa semplice. Il motivo è chiaro. Al momento ci sono 50 alunni. 18 di questi hanno richiesto l’orario prolungato ed al momento rappresentano il numero minimo necessario per la composizione di una classe. Ne rimangono 32 che invece richiedono orario normale ma una classe così numerosa, con la presenza perlatro di due diversamente abili anche se non gravi, non è possibile comporla. Il limite massimo secondo normativa è 24/25 alunni per classe. Quindi come si fa adesso? Questo è il problema più difficile da superare ad Acquedolci.

Lo scroso anno, ad esempio, erano presenti soltanto due classi composte una, con orario prolungato, di 18 alunni e l’altra, orario normale, da 24. Quest’anno è diverso e gli alunni sono di più e quindi bisogna trovare una soluzione ma seguendo le direttive e le normative che non sempre sono facili da applicare o decifrare.

In ogni caso la preside Bianca Fachile si dice ancora disponibile a trovare una alternativa al sorteggio che rappresenta l’ultima opzione disponibile in caso di mancato accordo. Basterebbe infatti che 7 dei 32 che hanno richiesto orario normale accettino quello prolungato e così si potrebbero formare due classi da 25 alunni cadauna. Lo sdoppiamento, a quanto sostiene la dirigente, non è possibile perché non è stato mai concesso e non è loro competenza poterlo attuare o meno.

E’ probabile che venga convocato a breve un altro Consiglio d’Istituto per cercare di trovare una soluzione ed evitare così il sorteggio. Da un lato non si può chiedere a 18 alunni di non usufruire dell’orario prolungato, spesso deciso da impegni lavorativi di entrambi i genitori, ma dall’altro bisognerebbe capire come andare incontro alle esigenze di chi, dell’oeario prolungato, non vuole sentirne parlare.

Una vicenda difficile da risolvere anche se, come successo in altri comuni e nemmeno così raramente, alla fine il sorteggio, secondo norma, chiuderebbe la vertenza ma non accontenterebbe proprio nessuno.

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