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Questa mattina fumo denso dalla Centrale Termoelettrica Edipower. La protesta dell’Adasc

Milazzo – La reazione dell’Adasc che denuncia “informeremo le autorità preposte alla tutela dell’ambiente e alla salute pubblica”.

A diffondere la notizia l’Adasc. Questa mattina a Milazzo era visibile un’enorme colonna di fumo grigiastro dalle ciminiere dei gruppi 1 e 2 della Centrale termoelettrica di Archi. Una colonna di fumo scura e densa, insolitamente alta. Questa era visibile da tutto il comprensorio, ormai abituato alle svariate forme che possono assumere questi getti di scarico a seconda del vento ma le segnalazioni non sono tardate ad arrivare. Troppo strana quella nuvola. L’Adasc, associazione che opera sul territorio del Mela a salvaguardia della salute dei cittadini, ha subito denunciato l’accaduto attraverso un comunicato stampa.
 
I centralini – denuncia l’Adasc – dell’azienda non erano raggiungibili, procederemo quindi a richiedere una relazione tecnica e a informare le autorità preposte alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica. La colonna di fumo potrebbe contenere pericolosi agenti inquinanti. Da mesi si discute sull’Inceneritore A2A nella sede della centrale elettrica Edipower. Un impianto a forte impatto ambientale che i cittadini del comprensorio hanno in gran parte ostacolato. Altri invece, gradirebbero la presenza di questa struttura che a pieno regime, potrebbe portare fino a un migliaio di posti di lavoro. La tensione sui fatti ambientali è molto alta, da Milazzo a Pace del Mela: dall’elettrodotto Sorgente-Rizziconi, di recente avviamento, fino al progetto nazionale per gli inceneritori al Sud. 
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Una polemica, quella ambientale, che proprio a Milazzo ha creato numerose fratture tra l’Amministrazione Formica e la stessa Raffineria di Milazzo. Va comunque ricordato che di recente la Ram ha festeggiato il record di assenza di incidenti all’interno della sua struttura dove operano diverse ditte esterne, creando impiego a oltre 5000 persone attraverso l’indotto. La Raffineria di Milazzo resta dunque l’impianto più sicuro d’Europa. Ma la paura di incidenti, dell’alto tasso di incidenza di neoplasie respiratorie ormai certificata dallo stesso Ministero e non ultima, la preoccupazione per la probabile chiusura del reparto di pneumologia dell’Ospedale di Milazzo, hanno portato i livelli di attenzione oltre l’asticella della normale prudenza. 
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