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Altolà di Crocetta ma al Giglio nessuno molla la presa

Cefalù – Nonostante la presa di posizione del governatore Crocetta e l’apertura dell’assessore Gucciardi, al “Giglio” di Cefalù, la tensione è alta e la preoccupazione non cessa.

Sono intervenuti per dire no i sindaci delle Madonie ma anche dei Nebrodi, l’ospedale è diventato un punto di riferimento per molti utenti provenienti anche dal messinese. Giovedì una delegazione di dipendenti ed amministratori incontrerà a Palermo l’assessore Gucciardi, al quale non solo si chiederà di fare marcia indietro ma addirittura di potenziare l’ospedale di Cefalù.

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La petizione on line, lanciata dal comitato spontaneo a difesa del Giglio ha raggiunto le 15 mila firme, e gli appelli si moltiplicano dal web, ai social, ai giornali. Il futuro della struttura sia a livello assistenziale sia occupazionale è in bilico. In base al piano di ridimensionamento o chiusura dei reparti e dei servizi, in centinaia rischierebbero il posto di lavoro. E’ previsto il ridimensionamento di cinque reparti: neurologia, urologia, oncologia, emodinamica e Utic.

Eppure l’ospedale ha un indice del 90 per cento dei posti letto occupati e un bilancio in attivo, registra in un anno circa 23 mila accessi al pronto soccorso, il reparto di l’urologia esegue mille interventi l’anno. Anche una eventuale riduzione di posti letto, si parla di 40-50, porterebbe al licenziamento di un centinaio di lavoratori su una pianta organica di 800 dipendenti. Alessandro Amoroso, dipendente dell’ospedale e assessore al comune di S.Stefano fa il punto della situazione.

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“Nel 2015 la fondazione Giglio è stata l’unica azienda sanitaria in attivo, è stato risanato un bilancio – racconta- grazie ai sacrifici che noi e le nostre famiglie abbiamo fatto. E ora si vuole smantellare una struttura di eccellenza che è diventata vitale per centinaia di migliaia di persone, annientando il diritto alla salute. Quando invece questo polo andrebbe potenziato, ed è quello che noichiederemo.”. Al momento l’ospedale Giglio dispone di 277 posti letto, l’utenza arriva da tutta la regione, Palermo e provincia, Messina, Caltanissetta, Enna, Agrigento e Trapani. Per i Nebrodi, soprattutto occidentali, dopo il ridimensionamento di Mistretta, è una vera “ancora di salvezza”, a cui affidarsi.

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