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Motta accende la lampada votiva a Tindari

Motta d’Affermo – Emozionati e commossi hanno assistito all’accensione della lampada votiva a Maria SS del Tindari.

La piccola comunità di Motta ha compiuto il simbolico gesto di affidamento alla Vergine. Ogni anno come da trazione, in occasione della festa in onore della Madonna nera, uno dei comuni della diocesi di Patti viene scelto per compiere il rito. La lampada, che resterà accesa per un anno, è stata realizzata e decorata dal professore e maestro Domenico Boscia, aiutato nella costruzione della colonna dal torniante Franco Serraino, e simboleggia San Rocco protettore di Motta, San Luca Santo patrono del centro nebroideo e san Sebastiano, patrono di Mistretta al quale è particolarmente devota la comunità di Motta. La struttura è fatta in terracotta ceramizzata, i personaggi sono modellati a rilievo e nella parte alta, che ospita la lampada accesa, spicca il simbolo mariano la “M” della Madonna, affiancato dallo stemma del giubileo della misericordia.

“Ho voluto donare alla mia comunità la lampada votiva, oggetto di ringraziamento e simbolo di fede e speranz – ha detto il professore Boscia – ho rappresentato i Santi Luca, Rocco e Sebastiano, perché sono convinto che anche la la fede debba radicarsi nelle più pure e forti tradizioni”. Alla celebrazione, officiata dal vescovo di Patti Monsignore Ignazio Zambito, da padre Francesco Vaccaro parroco di Motta e dai preti della diocesi, hanno partecipato migliaia di fedeli arrivati a bordo di autobus e macchine. Alla comunità mottese si sono unite le parrocchie dei nebrodi rappresentate dai rispettivi sacerdoti. Presente il sindaco di Patti Aquino, il sindaco di Tusa Tudisca, ovviamente, il sindaco di Motta d’Affermo Nunzio Marinaro. “Accendendo la lampada votiva – ha detto Marinaro – ho voluto affidare la mia comunità, soprattutto i giovani, all’amore e alla misericordia della Vergine Maria. A Lei ci rivolgiamo, affinché protegga il nostro presente e ci accompagni in un futuro di crescita, di sviluppo e soprattutto di lavoro. Alla Madonna – ha concluso Marinaro – abbiamo affidato tutte le ansie e le preoccupazioni di ciascuna famiglia, chiedendo il dono della pace, per noi e per il mondo interno”

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