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La Madonna della Luce illumina Mistretta, con i giganti

Mistretta – C’e la fede, la speranza, la suggestione e la tradizione. Dopo il gran patrono San Sebastiano, Mistretta celebra la Madonna della Luce.

E’ una delle feste più caratteristiche di Sicilia, esaltata da una coppia di “giganti guerrieri”, Mitia e Kronos, che portati a spalla da uomini robusti, seguono la statua della Madonna per tutto il percorso processionale. La statua della Vergine è custodita nel Santuario del cimitero. La leggenda narra che Fra Benedetto eremita mentre stava seppellendo un fratello, scoprì in una grotta situata ai piedi del castello, un’immagine della Vergine che emanava una luce intensa, accanto alla quale c’erano delle ossa enormi che furono attribuite ai giganti posti a guardia della Vergine.

La festa inizia con la “acchianata” della Madonna che esce dalla chiesa a Lei dedicata, nella zona del cimitero, per salire al centro e incontrare alla “Crucidda” i giganti che La salutano con un inchino e La “scortano” fino alla Chiesa Madre di Mistretta, dove prima di entrare ballano per festeggiare il Suo arrivo. Come per la festa del Patrono, anche la festa della Madonna della Luce è organizzata, coordinata, gestita ed armonizzata dall’associazione “Amastra fidelis” presieduta dall’arciprete padre Michele Giordano con Mario Portera vicepresidente. Particolarmente emozionante al calare del buio è il momento in cui la processione si avvia lungo la strada di campagna, lungo viottoli bui, che porta alla chiesa del cimitero dove si arriva in tarda serata. Dopo aver ricevuto la solenne benedizione alla luce di un gran fuoco “a luminaria”, la statua viene ricollocata nella sua nicchia e i giganti, dopo aver ballato un’ultima volta illuminati dal grande falò, si ritirano.

I giganti fanno parte di un’antica e allegorica tradizione radicata in Sicilia, Calabria, Catalogna e Nord Francia. E’ una tradizione che risale al XVIII secolo, ma forse ancora più antica perché i libri contabili della chiesa madre, nel 1819, riportano pagamenti per sistemazione dei “giganti”. Sono portati a spalla da giovani mistrettesi con notevoli capacità fisiche, che a turno indossano le grandi figure cave.

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