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“La Terra di Nessuno” di Filadelfio Todaro

Santo Stefano di Camastra – Come entrare in un’altra dimensione, ricominciare dal principio ed eliminare il superfluo nella “Terra di Nessuno”.

Ecco cosa si prova visitando “La terra di Nessuno”, la mostra del maestro Filadelfio Todaro, allestita nei nuovi spazi del MUDIS, museo di arte diffusa stefanese. Filadelfio è un artista dallo stile inconfondibile, di delicata sensibilità e spirito critico, coltiva il seme della tradizione, salpa dall’arte ceramica ma genera architetture nuove edificate con vecchie materie.

La terra di Nessuno è la terra di Ulisse, dell’uomo artista che indaga sul mondo e su sé stesso, interrogandolo ed interrogandosi, ma è anche la terra di ognuno di noi, fatta di storie quotidiane di ogni tempo. Le sculture di Filadelfio vanno vissute col tatto e con la vista, sono costruite come una somma di cerchi che cresce a spirale, attorno al vuoto. La sensazione, osservandole e toccandole, è un invito ad andare oltre le apparenze, a riempire quel vuoto che si crea con quello che ognuno ha dentro. Il colore di queste forme è il bianco, che le riveste e le abbraccia, ma non è solo purezza è anche luce che urla e denuncia le storie di violenza ed ingiustizia quotidiana.

Nell’opera “Vortice” la danza sensuale di 2 corpi femminili, nasconde la violenza di due donne che lottano tra loro, in “Suono Silente” c’è l’invito della musica ad ascoltare il “suono” dei deboli. Filadelfio Todaro, uomo pragmatico e distante da riflettori e telecamere racconta che “ogni immagine è cavallo di Troia che annuncia rovina, in un caos di sovrapposizioni di immagini e contenuti, di punti di vista artefatti e distorti” e in questo viaggio, l’artista Ulisse è guidato dal motore della curiosità in un instancabile cammino che ha per meta la conoscenza.

Una delle sue opere è il grande cavallo che troneggia all’ingresso del Mudis, fotografato da migliaia di visitatori, in cui attori ed artisti amano sedersi e pensare. L’associazione “Amici della Ceramica” che gestisce il museo della ceramica, dopo “Kronos – Evoluzione nel tempo” della giovane scultrice Luisa Giannì, continua così il ciclo di mostre personali al MUDIS di Palazzo Trabia.

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