Taranto

Dalla Sorbonne di Parigi ad Harvard protagonista il prof. Salvatore Taranto

San Piero Patti – Sarà dedicato al prof. Salvatore Taranto il terzo convegno internazionale sull’ermeneutica contemporanea, organizzato per il prossimo martedì 6 settembre dall’Università Sorbonne di Parigi e dall’Università di Harvard, con la collaborazione dell’Accademia Francese e dell’Università di Vienna “Ludwig Boltzmman” .

A Parigi, nella sala Jani della residenza d’Angricurt, si terrà infatti alle ore 9.00 il simposio internazionale dal titolo “i secoli quarto e quinto nell’esegesi di Salvatore Taranto”, in cui il filologo originario di San Piero Patti interverrà in qualità di “Mirificus Interpres” (“mirabile interprete”, ndc).

Prenderanno parte al congresso sulla disciplina filosofica, o arte dell’interpretazione dei testi, studiosi di caratura mondiale come il fisico britannico Peter Higgs, premio Nobel per la fisica nel 2013 nonché scopritore del bosone cui dà nome meglio conosciuto come “particella di Dio”; il linguista Naom Chomsky, docente emerito del Massachusetts Institute of Technology, padre della grammatica generativa e filosofi contemporanei quali Alexandre, Habermas, Heller e Von Kampennausen.

Nella terza edizione dell’evento, al compimento dei vent’anni dell’attività del comitato scientifico del convegno, è però al centro dei lavori lo studioso siciliano (foto Pro Loco San Piero Patti), che è stato scelto dallo stesso comitato per lo spessore della sua opera riguardo il quarto ed il quinto secolo dell’era volgare.

Taranto, nato nel 1974, ha intrapreso il proprio percorso conseguendo la laurea in Lettere Classiche e la specializzazione in Storia e Filologia dall’antichità all’età umanistica presso l’Università di Messina. Ha poi proseguito con l’ottenimento del DEA in Teologia all’Università di Ginevra e del dottorato in Esegesi e studio della tradizione canonica, diplomatica e letteraria delle Chiese d’Oriente e d’Occidente.

Impegnato in politica come vicesindaco del comune di San Piero Patti, collabora con alcune riviste italiane ed estere, ma nella propria attività scientifica ha principalmente indagato i testi di Sant’Agostino, Gregorio di Nissa e Giovanni Cassiano, pubblicando numerosissimi lavori scientifici su cui spiccano ben tre trilogie riguardo gli altrettanti filosofi di estrazione cristiana, rispettivamente pilastro della patristica, letterato di cultura greca e padre del monachesimo occidentale. Dallo studio delle “Confessioni” di Agostino nasce per l’appunto la collaborazione di Taranto con Higgs, mentre in occasione del secondo convegno, tenutosi a Mosca nel 2015, l’esegeta ha presentato uno studio su Cassiano nato dal sodalizio creatosi con altri esperti della materia. Studio, che si è rivelato ultimo atto preparatorio all’incontro che si sarebbe tenuto a Cuba, nello stesso anno, tra Papa Francesco ed il Patriarca Cirillo di Russia.

Una vita spesa insomma per l’interpretazione dei testi dei pensatori più importanti nell’arco dei due secoli presi ad esame, che sono valsi a Taranto il riconoscimento all’interno del congresso. “Salvatore Taranto – si legge infatti nell’estratto del verbale n.2 del comitato scientifico del convegno – si è occupato durante questo ultimo ventennio dei secoli primo, secondo e terzo, pubblicando numerosi interessanti contributo su molti autori […] ma certamente il grande contribuito che Taranto ha dato alla storia dell’esegesi moderna è costituito dalle tre trilogie su Agostino, Cassiano e Gregorio. In ragione di ciò – motiva il testo – il Comitato decide di dedicare […] questo terzo simposio internazionale sull’ermeneutica contemporanea al grande storico, filologo ed esegeta italiano Salvatore Taranto, Mirificus Interpres dei secoli quarto e quinto dell’era volgare”. Nello stesso passaggio dell’atto, viene inoltre ricostruita una cronistoria dei traguardi raggiunti dal ricercatore italiano durante la sua attività in materia, tra controversie dipanate, valore scientifico e profondità delle pubblicazioni ed elementi forniti per il superamento di gravi incomprensioni storiche, tutti risultati che consegnerebbero al prof. Taranto un ruolo di primo piano nel panorama dell’ermeneutica a livello internazionale.

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