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Sversamento a Cannamelata. Scongiurato dai tecnici l’arrivo a mare del liquame

Sant’Agata Militello – Liquami e fetore nauseabondo nella zona a valle del torrente Cannamelata.

Il problema originato da un guasto alla pompa di sollevamento, aveva provocato sversamenti di liquami maleodoranti a ridosso della sede della Guardia Costiera. Le segnalazioni di parecchi residenti e cittadini, preoccupati che gli sversamenti potessero raggiungere il mare, hanno consentito di arginare il fenomeno. Già da venerdì scorso i tecnici comunali sono intervenuti e riparato il guasto, impedendo così la pericolosa fuoriuscita di altri liquami.

Un nuovo sopralluogo effettuato ieri mattina dall’ingegnere Calogero Silla e dal responsabile dell’Ufficio tecnico Gino Rundo, ha permesso di evidenziare che nonostante il guasto alla pompa di sollevamento della stazione di pescaggio sia stato ripristinato, sarà necessario a stretto giro provvedere ad un intervento di pulizia delle giranti, cuore di ogni gruppo pompa, nonché alla sostituzione delle stesse giranti fuori uso, affinché consentano il sollevamento delle acque reflue.

Secondo il primo cittadino Carmelo Sottile” I tecnici hanno scongiurato il pericolo dello sversamento in mare, ma è necessario che i liquami vengano spinti e convogliati verso il depuratore consortile in località Piana”. Già lo scorso mese di maggio era stato effettuato il montaggio di un’elettropompa di sollevamento andata in avaria totale, per la quale erano stati necessari tempi lunghi di riparazione a causa del difficile reperimento dei pezzi di ricambio necessari al ripristino. La città, sin dal 1991, è dotata di un depuratore consortile con il comune di Acquedolci, ubicato in contrada Piana, in prossimità della foce del torrente Inganno.

Il servizio di manutenzione e gestione è stato affidato sino al 31 dicembre 2016 alla ditta Salvatore Silla. “Pur essendo funzionante- ribadisce il sindaco Sottile- dimensionato per trattare scarichi per 20 mila abitazioni civili e realizzato sulle normative in vigore nel 1986, non è tuttavia adeguato a garantire il rispetto di emissioni vigenti e la funzionalità stessa del depuratore, divenuta negli ultimi anni discontinua a causa dei frequenti malfunzionamenti delle opere elettromeccaniche”. Con una delibera del 2012 il Cipe ammise a finanziamento l’impianto consortile di Sant’Agata- Acquedolci per un importo pari a 2 milioni 586 mila euro, ma nonostante tutte le procedure furono portate avanti ed il progetto depositato con tutti i pareri ad eccezione della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), la Regione Siciliana, commissariata per la questione dei depuratori dal governo nazionale, tiene bloccati ancora oggi progetti e finanziamenti.

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