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Scambio giovanile “Gender ERA”, ecco come partecipare

Tusa – Comincia il conto alla rovescia per partecipare al progetto di scambio giovanile “Gender E.R.A.”

Finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Erasmus+, porterà a Tusa dal 19 al 24 settembre, 25 giovani tra i 18 e i 30 anni, provenienti da: Italia, Turchia, Romania, Spagna, e Slovenia. Realizzato dall’associazione “Per Esempio” in collaborazione con il comune ed alcuni partner europei, darà la possibilità ai giovani di confrontarsi e riflettere con i propri coetanei sulla parità di genere e sulle attuali politiche UE in merito ad una nuova definizione della coppia, del matrimonio, della filiazione e dei rapporti uomo-donna. I partecipanti dovranno avere tra i 18 e i 30 anni, essere disposti a confrontarsi con persone con diversi orientamenti sessuali e mettere in discussione i modelli socio-culturali appresi, essere altamente motivati e disponibili e avere una conoscenza base della lingua inglese. Ogni gruppo paese prevede la partecipazione di 4 giovani più un team leader che dovrà essere maggiorenne con esperienze nell’animazione giovanile, aver partecipato a scambi giovanili o ad altre iniziative di mobilità. E trattandosi di un leader, a vere una buona capacità nella gestione dei conflitti, e un’ottima capacità di ascolto, di comunicazione e di interpretazione dei bisogni del proprio gruppo. Per candidarsi some partecipante o come team leader bisogna scaricare l’application form (modulo) e inviarlo compilato a s.paolazzo@peresempionlus.org. Tusa è stata scelta perché è stata tra le prime città siciliane ad approvare il registro delle unioni civili. In controtendenza rispetto al trend che si è registrato sul territorio nazionale. Molto soddisfatto il sindaco Angelo Tudisca ” siamo certi che in un’iniziativa di scambio, in cui giovani provenienti da paesi diversi hanno l’opportunità di incontrarsi, discutere e confrontarsi, acquisendo conoscenze sui rispettivi paesi e contesti culturali, permetta di migliorarsi e cambiare mentalità. Sono momenti come questi – conclude Tudisca – che ci proiettano verso una società che non dovrà più combattere pregiudizi e stereotipi”. Per l’Unione europea il riconoscimento di istituzioni giuridiche per coppie omosessuali, come unioni civili e matrimonio, è da considerarsi un diritto umano fondamentale da cui i paesi membri non possono prescindere.

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