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“La mia terra in un cerchio”, in mostra una foto “mondiale”

Mistretta – Ha emozionato per la sua geniale semplicità e per l’intensità dei suoi scatti.

Nella suggestiva villetta della palma, all’interno del giardinetto della chiesa madre, Giacoma Chiella espone “La mia Terra in un Cerchio”. La giovane fotografa, che vive e lavora in America, attraverso una serie di 20 stampe fotografiche, racconta la sua amata Mistretta, in cui è nata e cresciuta, il suo modo di vederla e di viverla. E’ conosciuta in tutto il mondo, perché alcuni dei suoi scatti, sono stati pubblicati dalla prestigiosa rivista internazionale “National Geographic” che li ha inseriti tra i primi 20 al mondo. “Mistretta è il paese dove sono nata e voglio raccontarlo al mondo attraverso i miei occhi – ha dichiarato la Chiella – sognavo fina da piccola di fotografare Mistretta in bianco e nero, adesso l’ho fatto. L’ambiente racconta. Questa è la mia terra, qui c’è la mia famiglia, è il mio posto giusto per stare bene, dove mi scollego dal mondo e ritrovo me stessa”. Un suggestivo e affascinante viaggio per rivedere e rivisitare di uno tra i più antichi e suggestivi borghi siciliani, attraverso quelle fotografie in bianco nero che raccontano luoghi incorniciati da particolari paesaggi con dettagli che rendono unica la visione. La mostra, che rimarrà aperta fino al 19 agosto, è gratuita ed aperta a tutti. L’iniziativa è stata ancora una volta promossa dall’associazione “Amastra Fidelis” che sta animando l’estate amastratina in vista della settimana di festa in onore del patrono San Sebastiano. L’associazione, presieduta da Mario Portera ha anche organizzato la presentazione del saggio del professore Francesco Cuva dal titolo “San Sebastiano”. Nella sala riunioni della Società fra i Militari in congedo, l’arciprete Michele Giordano ha commentato, la vita del santo, le tappe della conversione e del martirio, Rosalinda Sirni ha letto l’introduzione e la descrizione del fercolo. “Oggi il lavoro del professore Cuva ci aiuta a comprendere la processione, la corsa, i rapporti con i portanti – ha detto Mario Portera descrivendo il percorso processionale e la sua storia – è una descrizione sociologica attuale e viva”.

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