Carretta 3

“Carretta carretta” salvata dai bagnanti a Villamargi

Reitano – Una tartaruga marina del tipo “caretta caretta”, la più comune del mar Mediterraneo, era rimasta impigliata in una grosso telo di plastica. Immediatamente è partorita l’operazione salvataggio. Erano le 13.15, quando un paio di bagnanti si sono accorti che dalle onde del mare di Villamargi, frazione marina di Reitano, emergeva qualcosa. L’esemplare è stato portato sulla battigia e liberato dal cappio che stava per ucciderlo, se non fosse stata avvistata in tempo, sarebbe sicuramente morta. E invece, è tornata a nuotare nel suo mare, rimessa in acqua dai suoi “salvatori”. Tra le tartarughe marine presenti in Mediterraneo, Caretta caretta è la specie più diffusa e la più piccola: può raggiungere 110 centimetri di lunghezza di carapace e un peso di 180 chilogrammi. Presenta il carapace di colore marrone-rossiccio, il piastrone è giallastro con la testa ricoperta di squame. Questo genere di tartarughe si nutre di molluschi, crostacei, gasteropodi, echinodermi, pesci e meduse, che spesso sono a loro volta “portatori” di microplastiche ingerite con il plancton, dai tappi alle buste di plastica. Se guardiamo il bicchiere mezzo pieno, le tartarughe marine non sono scomparse dai nostri mari, come è successo per l’ormai rarissima foca monaca. Se lo guardiamo mezzo vuoto, sempre più spesso questi esemplari vengono trovati impigliati in reti e teloni. E solo quando non è troppo tardi si possono liberare. La buona notizia è che la spiaggia di Ponte Naso, dove lo scorso luglio un esemplare di tartaruga “caretta caretta” ha depositato una quarantina di uova, è l’unico sito della Sicilia nord orientale ad essere stato interessato per la prima volta dall’ovodeposizione dalle tartarughe marine, specie altamente protette perché seriamente minacciate d’estinzione dalla crescente antropizzazione delle coste. Sebbene siano diverse migliaia le femmine di tartaruga marina che annualmente depongono le uova nelle spiagge del Mediterraneo (tra Grecia, Cipro e Libia), la spiaggia dei Conigli di Lampedusa è l’unico sito italiano in cui le ovodeposizioni sono regolari, tanto che negli ultimi 25 anni il sito ha ospitato da 1 a 7 nidi l’anno. La plastica abbandonata in mare e sulle spiagge non solo sporca e inquina e ma spesso ha effetti anche mortali per gli animali marini.

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