Antoci

Altri 22 Comuni nel Parco dei Nebrodi. Non Capo d’Orlando

Sant’Agata Militello – Ventidue comuni entreranno a far parte del Parco dei Nebrodi.

“Ormai imminente l’ingresso di un numero cospicuo di nuovi enti nel novero degli affiliati – afferma il presidente Giuseppe Antoci- che raggiungendo quota 46 si consacra uno dei parchi più grandi d’Europa.

Un esempio nazionale di condivisione di un percorso di sviluppo legato all’ambiente”. Attualmente sono 24 i comuni il cui territorio ricade all’interno dell’area protetta , 19 in provincia di Messina (Acquedolci, Alcara Li Fusi, Capizzi, Caronia, Cesarò, Floresta, Galati Mamertino, Longi, Militello Rosmarino, Mistretta, Raccuja, Sant’Agata Militello, Santa Domenica Vittoria, San Fratello, San Marco d’Alunzio, Santo Stefano di Camastra, San Teodoro, Tortorici, Ucria), 3 in provincia di Catania (Bronte, Maniace, Randazzo) e 2 in provincia di Enna (Cerami, Troina ). La richiesta di inclusione è stata inoltrata da Mirto, Frazzanò, Capri Leone, Castel di Lucio, Tusa, Malvagna, Tripi, Sinagra, Ficarra, Montagnareale, Torrenova, San Piero Patti, Castell’Umberto, San Salvatore di Fitalia, Librizzi, Reitano, Montalbano Elicona, Motta D’Affermo, Francavilla di Sicilia, Pettineo, Gioiosa Marea e Nicosia. Continua con successo l’azione  di promozione del Parco intrapresa senza sosta dal presidente Antoci sin dal suo insediamento al vertice  avvenuto nel 2013 ed iniziata per fare cassa, e sostenere le proprie iniziative, con la vendita delle tre auto blu in dotazione all’ente.

La sua direzione del Parco si è sempre contraddistinta per la lotta alla corruzione perpetrata non solo attraverso una massiccia rotazione degli incarichi , ma soprattutto con la stipula del protocollo di legalità insieme al Prefetto di Messina Stefano Trotta per l’assegnazione degli affitti dei terreni. Antoci, scampato all’attentato di stampo mafioso del 18 maggio scorso ha scardinato il sistema mafioso imperante nel territorio nebrodio , grazie all’introduzuione dell’obbligo di  presentazione del certificato antimafia anche per i terreni di valore inferiore a 150 mila  euro sottraendone così il controllo alle cosche mafiose  della zona. “L’attività del Parco, tra i più vasti d’Italia,- ribadisce Antoci è in continua evoluzione,   di recente dopo i successi di Expo 2015 è stato altresì creato un marchio che tutela e diffonde le produzioni del territorio al fine di garantire occupazione, sviluppo e legalità”.  Il sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe Castiglione, nella recente visita a Brolo, ha assicurato la continuità del sostegno istituzionale alla tutela delle produzioni siciliane e nello specifico dei Nebrodi “Dobbiamo puntare anche alla sostenibilità ambientale che può rappresentare un sicuro investimento per il territorio”. In crescita esponenziale anche le domande di altrettanti imprenditori del settore e di associazioni operanti nel territorio  . Nel 2016 si è registrato un incremento del 70% di presenze turistiche rispetto all’anno precedente. Ben 1401 sono infatti  le attività ricettive, 1123 i posti dove mangiare.

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