convegno San Lorenzo

Convegno su S. Lorenzo e monachesimo basiliano

Frazzanò – Si è tenuto ieri sera, presso la Piazza San Lorenzo, il convegno “San Lorenzo…uno di noi”, un excursus sulla vita, gli usi e le tradizioni del Santo Martire, che è stato organizzato dall’Associazione socio-culturale “Gioventù Frazzanese”.

Sono intervenuti nella discussione il parroco di Frazzanò Don Antonino Carcione, il parroco di San Marco d’Alunzio e originario di Frazzanò don Salvatore Miracola, la Dott.ssa Shara Pirrotti e la Dott.ssa Concettina Gianguzzi. Tutti gli interlocutori hanno messo in evidenza le doti umane di S. Lorenzo e hanno ripercorso tutta la sua vita con aneddoti e racconti.
Il parroco Don Antonino Carcione ha fatto notare come nel campo ecclesiastico sia fondamentale la conoscenza dell’eziologia, della ricerca dei luoghi e la contestualizzazione dei fatti è molto importante a suo parere. E ha aggiunto al termine del suo intervento: “La nostra è stata sempre una zona di santità, di cui S. Lorenzo è stato l’esempio più fulgido. Ma molti diversi altri nostri compaesani hanno costruito tanti monasteri e conventi nel Sud Italia. Ringrazio tutti quelli che hanno reso possibile l’organizzazione di questo convegno e in particolar modo i volontari del comitato di S. Lorenzo, i quali si sono prodigati per la ristrutturazione della Chiesa dedicata al nostro Santo Patrono e sono riusciti a completare i lavori in tempo utile, per la celebrazione della Festa a lui dedicata il prossimo 10 Agosto”.
Padre Miracola ha esposto alcuni aspetti importanti della vita di S. Lorenzo: “S. Lorenzo è uno degli esponenti più importanti del monachesimo basiliano in Sicilia. Lui è vissuto nel Monastero di Fragalà insieme ad altri importanti Santi, come S. Cono di Naso e S. Nicolò Politi di Alcara Li Fusi. Ad un certo punto della sua vita S. Lorenzo rimase 40 giorni sull’Etna, dove con la preghiera e la penitenza si preparò alla sua missione; dopo questo periodo Lorenzo rinasce misticamente. Noi parliamo tanto della presenza di S. Lorenzo in Sicilia, ma non accenniamo mai ai suoi trascorsi in Calabria. Lorenzo libera Reggio Calabria dalla peste, fa costruire 3 chiese sempre a Reggio e soprattutto, insieme ad altri monaci, è stato il fondatore di diversi conventi in Calabria. Molti monasteri, costruiti tra l’XI e il XII secolo, e paesi in Calabria si chiamano S. Lorenzo”.
La Dott.ssa Pirrotti ha effettuato una relazione generale sulla basilianità, esprimendosi in questi termini: “I martiri del III secolo sostituiscono al martirio di sangue il martirio di una vita, che si basa sulla rinuncia dei beni e sulla completa solitudine. Il monaco dunque è un “single” per motivi spirituali. I primi monaci vivono ai limiti della condizione umana, come Paolo di Tebe, mentre Sant’Antonio di Padova vive da eremita, in solitudine e può considerarsi come l’iniziatore del monachesimo nel III secolo. Nel IV secolo Pacomio raccoglie i monaci in alcune grotte, intorno a un abate che dà loro consigli. Basilio di Cesarea visita queste comunità, si accorge che manca qualcosa, e introduce una regolamentazione. I monaci così da semplici contadini diventano colti e iniziano a studiare. Un altro passo in avanti si ha con Teodoro Studita, che innova ancora di più il monachesimo con l’introduzione del penitenziario, dello status sociale e giuridico, della custodia del dogma e delle reliquie; tutto ciò provoca uno scontro con le autorità. I monaci devono seguire castità, povertà, astinenza, digiuno e umiltà. I fondamenti del monachesimo sono il silenzio, la preghiera, la vita comunitaria, l’obbedienza, il lavoro (soprattutto l’agricoltura e il lavoro nei campi) e la vita di carità.”
La Dott.ssa Gianguzzi ha concluso il convegno, parlando di una sua pubblicazione sulla vita di S. Lorenzo.

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