scavi patrì

Il Torrente Patrì restituisce resti umani. Sono quelli di Giuseppe Italiano?

BARCELLONA – Il Torrente Patrì restituisce i resti umani inumati più di vent’anni fa che gli inquirenti cercavano ormai da settimane.

La campagna di scavi nel punto indicato da un nuovo pentito che affiora all’orizzonte porta i frutti sperati e auspicati soprattutto da quei familiari che non hanno nemmeno una tomba su cui piangere e portare un fiore.

Si è scavato per giorni e giorni in contrada Cappellano, nel territorio di Rodì Milici, fin quando quei resti non sono venuti alla luce. Dovrebbero essere quelli del giovane macellaio Giuseppe Italiano, inghiottito dalla lupara bianca il 22 febbraio 1993. Non aveva ancora 23 anni compiuti. L’ultima parola spetterà comunque agli esami e alle comparazioni scientifiche che saranno portate avanti dalla squadra di esperti coordinata dal prof. Giulio Di Mizio.

Il ritrovamento dei resti umani di contrada Cappellano è l’ennesima testimonianza di come la famiglia mafiosa barcellonese, a partire dagli anni ’70, abbia avuto una particolare predilezione per l’uso della lupara bianca.

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