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Riesame “Triade” – Scarcerato Costanzo Zammataro. Quasi tutti rimangono in carcere

Patti – Il tribunale del riesame ha rigettato le richieste di scarcerazione per gli arrestati dell’operazione “Triade”. I tortoriciani Antonio Musarra Pecorabianca, Carmelo e Sebastiano Galati Massaro rimangono in carcere come gli appartenenti ai clan di Barcellona e e Milazzo. In libertà, su richiesta dei legali Pruiti e Todaro, Antonino Costanzo Zammataro e obbligo di firma alla polizia giudiziaria per Veronica Pontillo.

Queste le decisioni del tribunale del riesame che ha rigettato le richieste per i barcellonesi e milazzesi arrestati nell’ambito dell’operazione “Triade” che ha portato all’arresto di ben 21 persone con l’accusa, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegali di armi da fuoco e spendita di banconote falsificate.

L’inchiesta era stata avviata nel 2013 ed è stata coordinata dai sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia Liliana Todaro e Fabrizio Monaco.

Le indagini, in particolare, hanno permesso di documentare come un gruppo di soggetti legati alle famiglie mafiose tortoriciane fornisse periodicamente ingenti quantitativi di hashish e marijuanaad altre due diverse articolazioni della medesima organizzazione, operanti tra Barcellona P.G. e Milazzo, che si preoccupavano poi di commercializzare lo stupefacente sulle principali “piazze di spaccio” del litorale tirrenico messinese.

 

Come è emerso dalle indagini, i tortoriciani, garantivano i rifornimenti percorrendo, a bordo di fuoristrada, mulattiere e strade di montagna dei Nebrodi, per giungere sulla fascia tirrenica.

A capo degli stessi Tortoriciani vi era il 42enne Carmelo GALATI MASSARO, autorevole figura criminale già nota alle forze dell’ordine, che, nella gestione dei traffici si avvaleva di sodali di estrema fiducia, quali la moglie e il fratello minore.

Lo stupefacente fornito dai Tortoriciani veniva poi commercializzato sulle principali “piazze di spaccio” della fascia tirrenica compresa tra Barcellona P.G. e Milazzo, dalle altre due articolazioni dell’organizzazione criminale, che si rapportavano con i tortoriciani tramite Nicolino ISGRÒ, 48enne di Condrò, figura carismatica già nota alle forze dell’ordine per la sua lunga storia criminale. Da sempre rispettato e contiguo alla mafia barcellonese, ISGRÒ, negli anni, si è guadagnato il ruolo di “specialista” nel traffico di droga, armi e banconote falsificate. Questa sua “professionalità” gli ha permesso di essere “trasversale” rispetto alle vecchie e nuove generazioni della famiglia barcellonese, nonché di rappresentare il trait union con la mafia tortoriciana. Nicolino ISGRO’, quale leader dell’articolazione “milazzese” dell’organizzazione, era l’unico ad avere rapporti diretti, sia telefonici che di persona, con il GALATI MASSARO. Durante gli incontri tra i due, che avvenivano sempre nel parcheggio di un centro commerciale del messinese, venivano concordati prezzi, quantità e modalità di consegna dello stupefacente, senza, tuttavia, che l’ ISGRO’ e il GALATI MASSARO giungessero all’effettiva consegna del pattuito, aspetto curato in un secondo momento da altri sodali.

Nel corso delle esecuzioni sono stati rinvenuti e sequestrati circa 3,5 kg di marijuana e hashishdestinati allo spaccio, stupefacente che si aggiunge così alla considerevole quantità già sottoposta a sequestro nel corso delle indagini, durante le quali sono stati anche arrestati in flagranza 9 trafficanti.

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