Giovani democratici cannabis

Legalizzazione cannabis, parlano i GD Nebrodi

S.Stefano di Camastra – Il Parlamento discuterà oggi per la prima volta un disegno di legge sulla legalizzazione “dell’erba a 7 punte”, la cannabis. Argomento che ha sempre diviso, allontanato ed esasperato posizioni e punti di vista. Per questo i Giovani Democratici dei Nebrodi hanno diffuso un comunicato stampa per “informare l’opinione pubblica, evidenziando i punti focali del testo normativo”. Si tratta del cosiddetto DDL Giachetti, sottoscritto da più di 200 parlamentari, che andrebbe a “regolamentare” un mercato da ben 12 miliardi annui. Emanuela Re, segretario del Circolo GD Nebrodi di Santo Stefano di Camastra e presidente della direzione provinciale dei GD di Messina ha le idee molto chiare sull’ argomento: “Legalizzare per controllare, perché ricordiamoci che ove la legge è fallace, un ordinamento parallelo come la mafia penetra e si rinvigorisce – dichiara la Re – legalizzare, a dispetto del pensiero che potrebbe dilagare in piccoli paesi di provincia come i nostri, non vuol dire aprire il mercato della droga al libero uso e consumo aumentandone nettamente il traffico ma, al contrario, permette di controllare non solo le quantità di cui ognuno può disporre ma anche e soprattutto le modalità di utilizzo. È infatti regolamentata dal testo Giachetti – conclude la segretaria del circolo stefanese – oltre l’autocoltivazione, anche il cosiddetto cannabis social club mirato a generare un monopolio attenuato, permettendo l’associazione di cinquanta persone”. Sulla vicenda si sono espressi anche il segretario dei Gd Nebrodi di Brolo e responsabile provinciale alle istituzioni Riccardo Spanò e Alessandro Ricciardo, segretario dei Gd Nebrodi Piraino e responsabile provinciale all’ambiente della giovanile. “I dati numerici che riguardano gli introiti per le associazioni criminali dedite al traffico di stupefacenti hanno un grosso peso su quella che gli economisti chiamerebbero economia sommersa – dichiarano i due esponenti GD – un ‘economia che però, se lasciata nelle mani di bande malavitose diventa inevitabilmente un traffico incontrollato, tanto fruttifero quanto altamente malato”.

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