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La Prefettura conferma le “incongruenze”

Sant’Agata Militello – Confermate le “incongruenze” sulla documentazione presentata da Melinda Recupero anche dalla Prefettura.

La Prefettura di Messina, con nota ufficiale datata 5 luglio, inviata al presidente del consiglio comunale di Sant’Agata Militello Antonio Scurria, ha confermato le “incongruenze” rilevate dal consigliere Domenico Barbuzza, in ordine alle dichiarazioni presentate dall’assessore Melinda Recupero, entrata a far parte dell’esecutivo del sindaco Carmelo Sottile lo scorso 12 aprile.

La quota rosa ha dovuto integrare le autocertificazioni a suo tempo formalizzate aggiungendo la cosiddetta dichiarazione antimafia (art. 7, comma 8, della L.R. n. 7/92) e le dichiarazioni di cui alla legge Severino ed all’art. 143, comma 11, del Tuel n. 267/2000, che non erano state presentate. L’integrazione documentale è stata trasmessa dal Segretario Generale, Roberto Ribaudo, al quale la Prefettura di Messina aveva inoltrato una missiva per chiedere la verifica delle dichiarazioni ed autocertificazioni rese dall’assessore Melinda Recupero al momento dell’assunzione della carica. I fatti che hanno generato tale richiesta risalgono al 27 maggio, quando il presidente del consiglio Antonio Scurria, facendo propria la segnalazione in ordine alla questione sollevata dal consigliere Barbuzza, ha sollecitato che fosse valutata la legittimità del procedimento di nomina del neo assessore. Pertanto a seguito della richiesta d’accesso agli atti presentata da Barbuzza, la vicenda è passata al vaglio dal Viceprefetto Carmelo Musolino, il quale come da prassi, ha avviato la procedura di verifica del procedimento di nomina dell’avvocato Recupero, insediatasi nel mese di aprile nella giunta Sottile. La segnalazione inoltrata riguardava infatti una presunta carenza documentale nelle dichiarazioni ed autocertificazioni prodotte dall’assessore e depositate negli uffici della segreteria comunale. In particolare, pareva, come è stato successivamente acclarato, che all’appello mancassero la dichiarazione previste dalla cosiddetta Legge Severino, circa le cause di incandidabilità, l’incompletezza della dicitura riportata nell’autocertificazione antimafia, resa dall’assessore davanti al pubblico ufficiale, l’assenza di firma autenticata e del documento d’identità in un altro attestato e la mancanza di altre due dichiarazioni necessarie. Alla luce di tali considerazioni, esaminati gli atti ricevuti, il Vice Prefetto Musolino aveva chiesto al segretario Ribaudo, di produrre i relativi riferimenti, ricordando che anche per gli assessori comunali sono estese le ipotesi di eleggibilità, incompatibilità e incandidabilità previste per la carica di consigliere comunale e di sindaco. L’assessore Melinda Recupero aveva ribadito “Allo stato attuale non mi risulta alcun profilo di illegittimità nella mia nomina, né altra causa ostativa a ricoprire l’incarico da me assunto. Chi ha qualcosa da contestare vada avanti, ma è evidente che di fronte ad iniziative del genere, si evidenzia la necessità di tutelare e salvaguardare la posizione della sottoscritta per garantire la massima trasparenza nei confronti della cittadinanza.”

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