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I rifiuti sotto Palazzo d’Orleans Bufera su Crocetta e Contrafatto

PALERMO – “C’è una differenza col passato: non c’è immondizia per strada”. Con queste parole, una settimana fa, in occasione del giudizio di parifica della Corte dei conti, il presidente della Regione Rosario Crocetta scongiurava l’emergenza rifiuti.

Parole, ovviamente, smentite da fatti che potrebbero essere ancora più eloquenti nelle prossime ore: la Sicilia inizia a essere invasa dall’immondizia. La strada della vergogna, dall’aeroporto di Punta Raisi a Palermo, è solo il simbolo, lo “spot” di un disastro. Che sembra non risparmiare nessuno: il governatore stesso, i suoi assessori, i sindaci, gli stessi cittadini siciliani.

I rifiuti sotto Palazzo d’Orleans

Ma la nuova “copertina” del disastro rifiuti è quella che immortala tre autocompattatori provenienti da Bagheria e da Ventimiglia di Sicilia di fronte al Palazzo d’Orleans. Lo avevano promesso ieri dopo l’ennesimo stop al conferimento della spazzatura nelle discariche di Catania, Lentini (Sr) e di “Bellolampo” a Palermo e alla fine lo hanno fatto davvero. Questa mattina diversi sindaci siciliani guidati dal primo cittadino di Bagheria Patrizio Cinque, hanno letteralmente “marciato” a bordo degli autocompattatori “che nessuno vuole”, fermandosi di fronte alla Presidenza della Regione. Rifiuti diretti, quindi, anche all’indirizzo del Governatore Rosario Crocetta per “dimostrare che l’emergenza rifiuti è vera e reale”. “Le nostre città sono piene di rifiuti da oltre una settimana – commenta Patrizio Cinque – anche oggi i nostri compattatori non hanno potuto conferire nella discarica di Catania e saranno costretti a tornare indietro ricolmi di pattume”.

Al momento sono 250 i compattatori all’esterno della discarica di Catania che attendono l’apertura dei cancelli: “Quella in corso è una vera e proprio guerra che non può essere risolta con ordinanze estemporanee – conclude Cinque – noi sindaci abbiamo bisogno di un risposta concreta da parte della Regione che garantisca finalmente i nostri territori ma soprattutto ci consente di riprendere a sperare nel turismo”. Numerosi i sindaci presenti stamane davanti la Presidenza della Regione Siciliana, tra questi il primo cittadino di Castellamare del Golfo, Bagheria, Trabia, Porto Empedocle, Villabate e Ventimiglia di Sicilia: “Dallo scorso giovedì i nostri compattatori strapieni attendono di poter accedere nella discarica di Lentini come da ordinanza presidenziale – commenta Antonio Rini, sindaco di Ventimiglia di Sicilia – i nostri mezzi hanno impiegato 600 km per raggiungere la discarica e li hanno fatti tornare indietro. Questa situazione è paradossale e insostenibile”. Dello stesso avviso anche il Sindaco di Trabia, Leonardo Ortolano: “Noi sindaci siamo lasciati soli da una Regione che non ci aiuta e per questo non siamo in condizione di gestire i nostri comuni cosi come richiesto dai nostri cittadini. Per una città come la nostra che fonda tutto sul turismo – conclude Ortolano – lo scempio di centinaia di rifiuti abbandonati proprio davanti la costa non può che affossarci ulteriormente”.

Il “caso” Bellolampo

Ma l’emergenza riguarda, come detto, anche Bellolampo. Leoluca Orlando ha “aperto” alla possibilità che i Comuni possano conferire nella discarica. Ma “nel rispetto delle norme”. “La discarica di Bellolampo ed i suoi impianti – ha detto Orlando – sono dal 2012 a servizio del territorio e dal 2012 l’amministrazione comunale di Palermo si è impegnata perché l’impianto tornasse ad essere efficiente e rispettoso di tutte le norme. Oggi la discarica continua ad essere a disposizione del territorio e di tutti i territori e tanto il Comune quanto la Rap sono impegnati affinché continui ad esserlo nel rispetto del suo spirito pubblico e di tutte le normative europee e nazionali”. Ma non manca un nuovo attacco al governatore: “Crocetta e il suo magistrato-assessore Contraffatto – ha detto infatti Orlando – continuano ad avere un atteggiamento doubleface. Infatti, da un lato esplicitamente invitano le amministrazioni comunali e i cittadini a violare la legge, proponendo un sovraconferimento a Bellolampo ed il ricorso a soggetti privati individuati al di fuori delle norme e dall’altro minacciano denunce contro chi viola la legge. Non posso che ribadire che Bellolampo può accogliere, proprio perché ben gestita e con un TMB in piena efficienza, i rifiuti provenienti da diversi comuni, purché questo avvenga nei limiti e nel rispetto di tutte le normative. Per affrontare in modo organico questa ennesima emergenza regionale, non può che essere convocato un tavolo nazionale che metta insieme tutte le istituzioni interessate dal livello nazionale fino a quello locale”. Un “tavolo” richiesto anche dall’Anci Sicilia, di cui Orlando è presidente, attraverso le parole del vice presidente dell’AnciSicilia con delega alle Politiche del Personale degli enti locali e all’Ambiente, Salvatore Lo Biundo: “Siamo pienamente consapevoli, però, del fatto che la conferma della disponibilità di Bellolampo – ha spiegato – non sia sufficiente a risolvere nel breve e nel medio periodo tale situazione e riteniamo che sia necessario l’adeguamento alla legge delle altre discariche presenti nella Regione e l’immediata realizzazione di alcune infrastrutture strategiche”.

Emergenza anche alle Eolie

Dall’Isola alle isole il passo è breve. Anche i Comuni delle Eolie sono in grave affanno. I loro camion sono stati per ore in attesa di potere conferire nel catanese la spazzatura proveniente dalle isole dell’arcipelago. Un tragitto complicato e costoso. I camion si imbarcano sul traghetto per Milazzo, da dove raggiungono poi la discarica di san Giorgio. La giunta comunale di Lipari, guidata dal sindaco Marco Giorgianni, ha lanciato un appello alla Regione, al prefetto e ai cittadini. Una situazione che si aggraverà mercoledì e giovedì a causa dello sciopero degli operatori ecologici che curano la raccolta. Intanto una ditta privata proprietaria di alcuni mezzi meccanici ha avviato, a sue spese, una operazione straordinaria di pulizia sulla spiaggia di Marina Lunga, in vista della festa della Madonna di Porto Salvo che si svolgerà domenica prossima.

Bufera politica su Crocetta e Contrafatto

La polemica, però, è anche politica. Già ieri il deputato di Ncd Pietro Alongi ha chiesto una mozione di censura nei confronti dell’assessore all’Energia Vania Contrafatto. Una richiesta raccolta oggi dal capogruppo di Forza Italia Marco Falcone: “Forza Italia – ha detto – è pronta a sostenere con determinazione la mozione di sfiducia annunciata dall’onorevole Alongi, nell’urgenza di affrontare con serietà e concretezza, e senza ulteriori perdite di tempo, una questione divenuta esplosiva”.

Per Erasmo Palazzotto, deputato nazionale di Sinistra Italiana, invece, il nodo politico sta nella guerra latente tra Crocetta e Faraone, in vista delle prossime elezioni regionali: “ll governo regionale e quello nazionale – ha detto – hanno ignorato il problema, preferendo continuare a litigare su questioni di mero potere politico, mentre nel frattempo tonnellate di spazzatura si accumulavano nelle strade dei comuni siciliani. Nel governo è tutti contro tutti, Faraone contro Crocetta, Crocetta contro Contrafatto – spiega Palazzotto – giochi di potere in vista delle prossime elezioni regionali. Un teatrino inaccettabile in un momento così delicato, con interi comuni da giorni sommersi dalla spazzatura e sindaci lasciati soli, senza fondi e senza interlocutori, a gestire un problema più grande di loro. Da quattro anni siamo in attesa di un piano rifiuti credibile e di una legge che regoli la filiera dei rifiuti – conclude il deputato di Sinistra italiana – ma né da Roma né da Palazzo d’Orleans si è voluto mettere mano a un settore dove, tra gestione degli affari con le discariche private e inceneritori, gli interessi economici in ballo sono milionari”. “Nessuno – l’affondo di Pino Apprendi – può tirarsi fuori dal disastro ambientale che si è creato con i rifiuti. La Regione ha avuto atteggiamenti altalenanti: si è passati da un no secco ai termovalorizzatori, ad un ‘ sì, però’. Non è stata premiata o incentivata la raccolta differenziata. I sindaci seduti nei consigli di amministrazione degli ex ATO complici, non disinteressati, della pessima gestione, che li ha portati al fallimento. Adesso lo scarica barile. Le discariche private sono state il fulcro degli interessi non sempre chiari. Le emergenze servono a fare affari spesso illegali. Sembra, – conclude – ma non è, un esempio di dilettanti allo sbaraglio, penso a regie raffinate”.

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