Una cinquantina di vendite di terreni e immobili senza alcuna gara pubblica, senza un avviso, senza una comunicazione trasparente. Sui tavoli dell’assessorato all’Economia c’è già un elenco di compravendite sulle quali si sono accesi i riflettori e che in alcuni caso vedono protagonisti parenti di deputati e onorevoli in quel momento in carica. Dopo il caso Furnari, con un terreno venduto a 4 mila euro quando il valore era oltre 300 mila euro,  il dipartimento Finanze guidato da Giovanni Bologna ha avviato una mega verifica e si annunciano altre sorprese: «A breve sarà presentata una dettagliata comunicazione alla Procura della Repubblica di Palermo per le verifiche del caso, perché anche da quanto scritto dai magistrati di Messina non si possono vendere beni senza una manifestazione d’interesse pubblica », dicono dal dipartimento.

La clinica al deputato

L’ultimo caso sul quale si stanno facendo verifiche riguarda la vendita di una palazzina nella zona industriale di Catania che da anni ospita una clinica privata, Villa dei Gerani. Nel 2011 la Regione ha venduto al prezzo di 1,6 milioni di euro questo bene alla società affittuaria, la Villa dei Gerani srl amministrata allora da Guglielmo Scammacca della Bruca: deputato eletto nel Pdl, poi passato in Pdl Sicilia prima, Grande Sud e infine Mpa, scegliendo di sostenere il governo Lombardo.
Le verifiche si stanno concentrando su diversi aspetti. Il primo riguarda il valore dell’immobile, stimato in 3 milioni di euro. Il prezzo di vendita corrisponde alla metà perché, spiegano dalla società, «ci sono stati riconosciuti 1,4 milioni di lavori che nei venti anni di affitto abbiamo fatto sull’immobile». Altra questione da chiarire le modalità di pagamento: a rate esenza un calcolo preciso degli interessi. Tanto che al momento, a cinque anni di distanza dalla vendita, i proprietari dell’immobile propongono di pagare interessi per il 12 per cento, la Regione ne chiede almeno il 18. Ma c’è di più: da diverso tempo la società non paga le rate, anche se ha fatto sapere al dipartimento di volersi mettere subito in regola, sia con le rate sia con gli interessi. In ogni caso, anche per la vendita di questo immobile la Regione non ha pubblicato alcun avviso pubblico, riconoscendo un diritto di prelazione agli affittuari. Al dipartimento stanno verificano tutti questi passaggi, perché anche «per un eventuale diritto di prelazione occorrerebbe comunque una manifestazione pubblica d’interesse per comunicare la vendita del bene».

Il terreno nella Valle dei Templi
Tra i terreni venduti negli anni scorsi senza evidenza pubblica c’è un’area nella zona archeologica della Valle dei Templi: l’acquirente, in questo caso, era il patron della Tas, la società che gestisce l’albergo “Valle dei templi”, suocero del deputato di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto. Il prezzo della cessione era stato di appena diecimila euro, ma qui la revoca è scattata per un altro motivo: «Il terreno era in area archeologica e quindi incedibile», ha detto Bologna.

Altra vendita sulla quale si stanno facendo verifiche riguarda poi un terreno a Stromboli venduto ad un albergo al prezzo di 255 euro al metro quadrato e su quale si possono avviare attività balneari.

Da Porto Empedocle a Stromboli, gli altri casi sospetti
E, ancora, tra le compravendite sulle quali si stanno facendo verifiche, e che saranno segnalate alla Procura, c’è la vendita di un terreno a Capo d’Orlando ceduto a 60 euro a metro quadrato, e alcune cessioni a Porto Empedocle di aree demaniali sul mare: in un caso è stato venduto un terreno di 136 metri quadrati a 12 mila euro, ma si tratta di un terreno edificabile «per attrezzature turistiche di uso pubblico». Il sospetto è che la Regione abbia nella migliore delle ipotesi svenduto i propri beni, nella peggiore fatto fare affari d’oro a pochi fortunati con le entrature giuste. E nel caso di Furnari il sospetto era più che fondato.

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