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Antoci si racconta ad “Aspettando Collisioni”

Sant’Agata Militello –  Giuseppe Antoci, Presidente del Parco dei Nebrodi, ha raccontato a Mondovì (CN) sotto i riflettori di  “Aspettando Collisioni”, la sua esperienza dopo l’attentato del 18 maggio scorso.

Il dialogo con Gianni Scarpace, giornalista e condirettore del giornale Provincia Granda, e Roberto Rossetti, storico, ha affrontato il delicato tema della legalità, per trovare un modello italiano di tutela che sia efficace da Nord a Sud.

A viso aperto contro  le mafie: questo il messaggio lanciato da Giuseppe Antoci che punta molto sul valore della squadra, del “noi” per contrastare  la “mafia dei pascoli e dei terreni”. Spiegati i meccanismi dell’ingente giro di affari che è stato stroncato dal Protocollo di legalità fortemente voluto per abbattere l’autocertificazione.

Con questo protocollo, commenta Antoci, si  disarciona un sistema consolidato, che garantiva un flusso di denaro enorme per le associazioni mafiose.

Roberto Rossetti si sofferma sulle differenze tra Nord e Sud.  I parchi esistono ovunque. “Da un lato pochi omicidi per mafia ma tante infiltrazioni nelle attività imprenditoriali, dall’altro molti omicidi ma pochissimi interessi economici“. La mafia, spiega Rossetti, è più attiva al Nord, soprattutto con la ‘Ndrangheta. Un settore preso di mira è quello dei prodotti DOP, per i quali esistono i fondi europei che, essendo la soglia dei bandi inferiore ai 150mila euro, non ha bisogno di certificazioni. Basta l’autocertificazione.

Al Nord si ripropone lo stesso problema che Antoci ha iniziato a contrastare al Sud. Queste le motivazioni che hanno spinto e fortemente voluto l’intenso incontro.

Nel concludere la propria toccante testimonianza sull’attentato,  Antoci conclude: ” Si tratta di un problema che riguarda tutta l’Italia, non solo la Sicilia:  lo Stato deve combattere in maniera seria. Modificheremo il testo antimafia, per tutta l’Italia”.

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