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Revoca Finanziamento – Puleo “Nessuna revoca, sono altri i finanziamenti con gravi irregolarità”

Sant’Agata Militello – L’assessorato regionale all’Agricoltura, sviluppo rurale e pesca, ha avviato le procedure di revoca dell’anticipazione pari a 300.000 euro concessa al comune di Sant’Agata Militello per la realizzazione della sala d’asta.

A comunicarlo ufficialmente al comune il dirigente del servizio 3, dott. Dario Cartabellotta che, con una nota del 9 giugno scorso, ha rilevato il mancato rispetto dei tempi per la definizione delle procedure di rendicontazione delle spese, fissato al 31 dicembre 2015. Si comunica si legge nel documento – l’avvio delle procedure di revoca e recupero della somma di 300.000 euro, erogata a titolo di anticipazione con mandato 1546 del 16/11/2015, che andrà restituita da codesto comune con modalità che verranno indicate a breve”.

Da quello che risulta, l’assessorato regionale agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea aveva già scritto all’amministrazione Sottile il 22 Aprile scorso manifestando le problematiche che hanno condotto alla revoca del finanziamento. In particolare si parla dell’obbligo,  per poter accedere al fondo europeo per la pesca, di esaurire e rendicontare le spese sostenute entro il 31/12/2015, secondo la vigente normativa comunitaria. Un vincolo che non è stato rispettato dall’amministrazione comunale santagatese che, per altro, non ha risposto alla missiva di Aprile con cui l’assessorato chiedeva che fosse fornita la documentazione.

La sala d’asta per il pescato, inaugurata lo scorso marzo, è destinata ai pescatori per proporre, nel rispetto delle normative e  nelle migliori  condizioni logistiche ed igienico sanitarie possibili, la vendita nei punti di sbarco del prodotto pescato. I lavori per la sala d’asta furono finanziati, eredità dell’amministrazione Mancuso, con decreto del 582 del 31 Ottobre 2012  dell’assessorato regionale risorse agricole ed alimentari, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel successivo mese di  Dicembre 2012.  La graduatoria definitiva dei progetti partecipanti al bando promosso nel 2011, ha visto il Comune di Sant’Agata Militello al 1° posto con punteggio 100, per un finanziamento del 100 % della spesa prevista, di cui il 50% a carico dell’Unione Europea, il 40% a valere sulle risorse statali ed il 10% sulle casse regionali. 600 mila euro l’importo complessivo finanziato.

Sull’argomento è intervenuto l’assessore Giuseppe Puleo, con una nota che riportiamo integralmente.

“In atto non c’è nessuna revoca di finanziamento solo avvio del procedimento di revoca per chiarimenti di Sala d’Asta per verosimili irregolarità, l’opera è stata ultimata e collaudata nei tempi che imponeva l’Unione Europea il 31/12/2015. L’Assessorato ha riscontrato che le fatture sono state liquidate nei primi giorni di gennaio, per colpa dello stesso Assessorato che ha inviato le somme solo a fine dicembre quando la cassa Comunale era chiusa. Per questi motivi c’è da stare sereni e tranquilli e nessuna revoca potrà essere fatta per un opera completata e collaudata entro i termini stabiliti del 31/12/2015. Invece bisognerebbe preoccuparsi di altre “vere” notizie che certi Consiglieri fanno finta di non sapere, continua Puleo. In atto ci sono in corso diverse revoche di finanziamenti di opere già realizzate durante la precedente amministrazione per gravi irregolarità amministrative. Il finanziamento per la riqualificazione del Palauxiluun di Sant’Agata è stato revocato già nel 2013 per gravi irregolarità, rovinando una ditta locale che non ha percepito le somme dopo la realizzazione dei lavori. Anche il finanziamento relativo alla strada del porto per gli stessi motivi è stato revocato. Per non parlare, scrive ancora Puleo, di una altra revoca del finanziamento per la realizzazione della bretella autostradale sempre per gravi irregolarità tecniche e amministrative. Infine sono preoccupanti i due contenziosi posti in essere dalla ditta Bruno e dalla Condotti acqua che chiedono quattro Milioni di euro cadauno, perché la gara del porto è stata a loro dire non regolare e la cessione del ramo d’azienda maschera una cessione di contratto”.

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