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Tragedia sfiorata ad Alcara. Il mistero dell’uomo con il bastone

Alcara Li Fusi – Tragedia sfiorata ad Alcara Li Fusi, un uomo è stato colpito violentemente a bastonate mentre lavava la propria autovettura in località Baratta.

La singolare vicenda ha come protagonista P. S. , allevatore di Alcara di 58 anni. Nei giorni scorsi il cinquantottenne intorno alle 6:45 con la propria auto si era fermato in prossimità di un abbeveratoio comunale per pulire il mezzo. Dopo poco giunse sul posto a bordo di un fuoristrada G. S., proprietario di un appezzamento di terreno con annesso fabbricato rurale ubicato in prossimità dell’abbeveratoio. Senza alcun apparente motivo, G., brandendo un bastone,  iniziò a colpire ripetutamente  l’allevatore, girato di spalle, impegnato nella pulizia dell’auto.

La vittima cercò di difendersi  e senza colpire l’aggressore , riuscì solo bloccarlo in parte, poiché con la mano sinistra libera continuò a percuoterlo alla testa ed al viso cagionandogli un taglio nella parte posteriore sinistra del capo e vari traumi in diverse parti del corpo. Sopraggiunse anche A. S. , cognato di G., che lo esortò  a smettere proprio nel momento in cui si era accanito contro la vittima a pugni. Grazie a tale intervento l’uomo si allontanò col fuoristrada , lasciando a terra lo sfortunato dolorante e sanguinante, il quale  con il cellulare riuscì a chiamare i soccorsi, la moglie ed il fratello. I familiari giunti sul posto lo trasportavano alla locale guardia medica affinchè gli venissero prestate le prime cure  e poi data la gravità delle lesioni riscontrate  all’ospedale di Sant’Agata Militello. Sottoposto a controlli  dai sanitari risultò affetto da una ferita lacero contusa al cuoio capelluto, trauma cranico non commotivo e trauma alla colonna dorsale e toracica, giudicate guaribili in 10 giorni e venne  ricoverato in osservazione per 2 giorni. L’allevatore ha sporto regolare denuncia- querela alla stazione dei carabinieri di Alcara Li Fusi , riservandosi la costituzione di parte civile. Ai militari ha riferito che durante la colluttazione, l’aggressore non ha mai proferito parola. Si cerca di scoprire adesso le cause dell’insano gesto che avrebbe potuto avere un epilogo più triste.

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