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I lupetti di Acquedolci 1 sono tornati a casa

Santo Stefano di Camastra – I Lupetti di Acquedolci sono tornati a casa. Hanno trascorso una settimana nella residenza estiva delle suore stefanesi.

Hanno superato ancora una volta la prova dell’indipendenza, rimanendo lontani da casa, tv, comodità e coccole di mamma e papà. Fanno parte del branco di Acquedolci 1, quando vanno in trasferta, lo fanno per andare “a caccia”, all’avventura, il loro motto è “fare sempre del nostro meglio”. Hanno regole precise da seguire, un codice di parole e segni che è proprio dei lupetti, non si abbattono mai e si affidano sempre a Gesù. “Abbiamo vissuto una bellissima esperienza – raccontano in coro i piccoli scout – è stato bello e divertente stare insieme, abbiamo fatto un sacco di cose”.

I lupetti hanno una sede ad Acquedolci che chiamiamo “tana”, dove si riuniscono ogni domenica, dopo la Messa. Ma guai a pensare che fanno solo catechesi. Sulla loro camicia spicca la scritta “Agesci” associazione guida in scout cattolici italiani, come organizzazione esistono dal 1907, ad Acquedolci ci sono da 40 anni, il fondatore è stato il lord inglese Baden Powell. Dopo una lunga carriera nell’esercito inglese come ufficiale coloniale, che lo portò prima in India e poi in Africa, Baden Powell, all’età di 50 anni si lanciò, con entusiasmo ed energia, nell’organizzazione dello Scautismo che, nel giro di pochi anni, divenne un grande movimento giovanile diffuso in tutto il mondo. I 40 lupetti che hanno vissuto l’avventura stefanese sono stati guidati dai capi gruppo Antonello Diliberto e Matilde Ceraso e dai “vecchi lupi” Luana Foti, Elisabetta Carcione, Domenico Oriente e Diego Scaffidi. “Portiamo addosso con entusiasmo e gioia la promessa che facciamo una volta nella vita – dichiara Luana Foti – diciamo “semel scout sempre scout” sempre scout per tutta la vita. Noi cresciamo e miglioriamo insieme ai nostri bambini e ragazzi, fare parte degli scout aiuta a forgiare il carattere sotto tutti i punti di vista. I lupetti non possono ricevere ne chiamate ne visite dai genitori, quando son a caccia, sviluppano indipendenza e maturano nella condivisione e nella gestione del tempo e dello spazio, rispettandosi ed aiutandosi”.

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