Sindaci ok

Il giorno dopo, i sindaci dei Nebrodi a fianco dei precari

Palermo – Ieri erano tutti in piazza, delusi e angosciati sì ma anche determinati.

Per quasi un anno dal protocollo firmato da sindacati e Anci per la stabilizzazione del personale precario, per 20.000 persone niente è cambiato. Lavoratori degli enti locali, il personale delle ex province e gli Lsu sono ancora in attesa del “per sempre”. Non sono soli. Al loro fianco ieri come oggi, c’erano i gonfaloni dei comuni e i sindaci con le fasce tricolore. I primi cittadini dei Nebrodi erano tutti presenti, da Rocca e Tusa, da Torrenova a Mistretta. come annunciato presente anche il Sindaco di Capo d’Orlando Franco Ingrillì (di seguito nella foto di Nino Pizzino).

precari palermo 02

A chiedere garanzie per uomini e donne prima e per lavoratori dopo, c’erano anche i giovani neo eletti amministratori, da San Marco D’Alunzio a Caronia. E mentre il governatore Crocetta urlava all’Ars per difendere il suo operato, in migliaia urlavano sotto la sua finestra per attaccare quello stesso operato. I segretari di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Claudio Di Marco, Gigi Caracausi e Enzo Tango sanno che il tempo è scaduto “è ora che la politica si assuma tutte le sue responsabilità e prevalga sui tecnicismi per superare i vincoli esistenti che, non vengono rimossi ma aumentano”. Lavoratori Asu e contrattisti svolgono funzioni essenziali e in molti casi sostitutive anche di quelle del personale di ruolo. Senza il loro apporto ed ausilio tanti servizi ed attività non potrebbero essere realizzati dai comuni. Si parla di un’agenzia per i precari, si parla di soluzioni e futuro ma il presente è orfano di fatti che diano sostanza alle parole.

precari palermo

“Il rischio è che gli strumenti e le proposte che sono state avanzate e messe in campo aggiungano precariato a precariato – commenta il sindaco di S.Stefano di Camastra Francesco Re – bisogna apportare delle modifiche di natura legislativa. In ambito nazionale procedendo a rendere meno cogenti i vincoli della normativa cosiddetta “Madia” sui prepensionamenti negli enti locali in modo tale da potere liberare spazi e risorse. Bisogna anche procedere alla rivisitazione della normativa regionale – continua Re – in modo tale che più che provvedimenti “spot” di natura economica, e cioè rispetto ai quali di volta in volta servono battaglie e proteste si passi ad un’individuazione di risorse finanziarie necessarie a garantire il servizio dei precari che siano fisse e certe”.

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