Consiglio Halaesa

Il “SI” del Consiglio: si resta nel Consorzio Halesa

S.Stefano – Tanto rumore per nulla. Nessuna uscita, nessuna rottura. La città delle ceramiche resta nel Consorzio intercomunale Valle dell’Halaesa.

7 consiglieri hanno votato per rimanere, 3 Torcivia, Ferrigno e Lucifaro capogruppo di maggioranza per uscire e Rampulla si è astenuto. Su 15 consiglieri i numeri tornano se si considerano le assenze di Esposito, Gagliano e Patti nelle file dell’opposizione, e del presidente del consiglio Carmelo Re, arrivato con 9 minuti di ritardo che ha solo aperto e chiuso la sua carpetta. Niente altro. Sembrava non dovesse essere questo l’epilogo dopo il primo consiglio comunale, finito con “fuoco e fiamme” e una corrida di dichiarazioni e prese di posizione.

Ieri invece, il gruppo “S.Stefano nel cuore” inquadrato e composto, eccezion fatta per Lucifaro e Rampulla, ha votato per rimanere. Si trattava di un’autoconvocazione chiesta da 5 consiglieri, 2 di maggioranza e 2 di opposizione, per il “recesso” dal Consorzio. Discussione resa ancor più incandescente dalla proposta del capogruppo di maggioranza Giuseppe Lucifaro di “creare la “Unione dei comuni della valle del Valdemone” con S.Stefano capofila, Reitano e Caronia, comuni già “uniti” per la gestione del servizio dei rifiuti. “Di solito fare parte di un contenitore dove si aggregano diversi comuni è un’opportunità per il territorio – dichiara Lucifaro – io penso invece che sia il contrario. Abbiamo perso un’opportunità, e cioè quella di uscire e staccare la spina ed evitare questo sperpero di denaro”. Gli fa eco la collega di opposizione Rita Torcivia “abbiamo perso, ancora una volta, l’occasione per fare la differenza, si poteva, da subito, fare rete anche senza mantenere in piedi inutili e onerosi strumenti”. A difendere la decisione di rimanere nel Consorzio ci pensa Nina Mingari, ex lady di ferro della giunta Re e donna di punta insieme a Silvana Tarallo della maggioranza. “Credo nell’unità territoriale senza la quale non ci può essere sviluppo – ha detto – il consorzio così come è non funziona. Bisogna riflettere e ragionare sulla sua governace, che deve essere forte, duratura nel tempo e garanzia di una gestione condivisa e produttiva”.

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