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Ridotta la pena in Appello per l’imputato di omicidio colposo del piccolo Sebastian

Sant’Agata Militello – Pena rideterminata in appello per Paolo Restifo, imputato di omicidio colposo per aver travolto ed ucciso col proprio autocarro, il piccolo santagatese Sebastian Rabiej Caioli, di appena 13 mesi.

La Corte di Appello di Messina presieduta da Alfredo Sicuro e composta dai giudici a latere Brigandì e Trimarchi, in accoglimento della tesi difensiva eccepita dall’avvocato di fiducia Alvaro Riolo in ordine all’inapplicabilità della recidiva per fattispecie di reato colposo ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado e condannato l’autotrasportatore Restifo a 3 anni e 6 mesi di reclusione.

In primo grado l’uomo, nell’aprile 2012, era stato condannato dal giudice  monocratico del tribunale di Patti, sezione di Sant’Agata Militello, Ugo Molina a 5 anni e 10 mesi di reclusione. I giudici messinesi hanno inoltre dichiarato estinto per intervenuta prescrizione il capo d’imputazione relativo alle lesioni gravi nei confronti della nonna, Alicjia Rabiej, che spingeva il passeggino su cui sedeva il piccolo Sebastian quando fu travolto dall’autocarro.

La nonna costituitasi parte civile nel processo è assistita dal legale Massimiliano Fabio. Per il resto confermata in toto la sentenza di primo grado, che statuì oltre alla pena, non sospesa, il pagamento di una provvisionale di 28 mila euro alla famiglia e le spese processuali liquidate dalla Corte di Appello in 900 euro. In sede civile  alla famiglia del bambino fu riconosciuta una liquidazione  di quasi un milione e mezzo di euro, ma circa la metà  delle somme furono bloccate dalla proposizione del ricorso operato nel 2012 dalla compagnia assicurativa. La drammatica vicenda si verificò il 4 giugno 2007, quando Restifo, titolare di una ditta di autodemolizioni nel comune di Acquedolci, si recò nella limitrofa Sant’Agata, in via Magenta, per caricare una vettura da demolire. Durante le operazioni il pesante mezzo rimase acceso e bloccato dal freno a mano, ma una volta caricata l’auto, il peso determinò il sollevamento della ruota anteriore del mezzo dal marciapiedi sulla quale era appoggiata, provocando la messa in marcia del carro attrezzi, che iniziò pericolosamente la discesa sino a concludere la sua folle corsa contro il muro di una palazzina. Il tragico destino volle che l’autocarro trovasse sul tragitto il passeggino dell’inerme Sebastian, sospinto dalla nonna, appena uscita di casa per una passeggiata. Il bimbo fu trascinato via dalla furia del veicolo riportando lesioni gravissime, che ne cagionarono la morte, la donna rimase ferita. Secondo le motivazioni della sentenza emessa in primo grado “ Restifo agì con imperizia e negligenza, durante le operazioni di carico del mezzo”. L’avvocato Alvaro Riolo ha già preannunciato ricorso in Cassazione.

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