arresti pospartout

Torna il libertà romeno coinvolto nell’operazione “Pospartout”

Capri Leone – Dopo tre mesi torna in libertà (si trovava agli arresti domiciliari), seppur sottoposto all’obbligo di dimora a Rocca di Caprileone dove è residente, Florin Bindileu, romeno, rimasto coinvolto nell’operazione “PosPartout”, scattata il 22 marzo scorso ed eseguita dalla polizia dei Commissariati di Patti, S.Agata Militello, Alcamo e dalla Squadra Mobile di Palermo.

Difeso dall’avvocato Giacomo Portale, che ha chiesto e ottenuto dal Gip del Tribunale di Patti Eugenio Aliquò il provvedimento, il giovane è accusato di associazione a delinquere finalizzata, in particolare, al fraudolento utilizzo di carte di credito clonate ed al riciclaggio in danno di correntisti di istituto di crediti stranieri. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm di Patti Maria Milia, l’associazione sarebbe stata costituita, organizzata e diretta dall’imprenditore edile di Rocca di Caprileone Francesco Valenti, da un altro romeno residente a Rocca, Marian Nicoi e da Dario Vitellaro, di Palermo. I soggetti furono arrestati nell’ambito dell’operazione unitamente a Giuseppe Cusumano, di Alcamo; Basilio Spinella, imprenditore di Piraino e l’ex carabiniere Rosario Terribile, di Rocca di Caprileone. All’obbligo di dimora venne assegnata Rosa Ciancio, di Patti, vice direttore della filiale della Banca Agricola Popolare di Ragusa di Capo d’Orlando.

Nell’ordinanza di custodia cautelare, siglata dal Gip Aliquò, si legge che il Bindileu “assicura la propria disponibilità operativa per il mantenimento ed il rafforzamento del sodalizio, con attività di vigilanza e custodia della casa/ufficio del fratello e di reperimento di ulteriori complici che si prestino a fungere da prestanome per la costituzione di ditte commerciali fittizie, cui intestare nuovi conti correnti bancari su cui operare illecitamente”. Nei confronti del giovane romeno, comunque, si attende la fissazione del ricorso in Cassazione che, il 23 maggio scorso, è stato presentato dall’avvocato Portale contro l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Messina che, a metà aprile, aveva confermato la misura degli arresti domiciliari nei confronti dell’indagato.

Print Friendly

clean-service


mt-infissi


uniscuole

Articoli Correlati

Close