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Inaugurata una nuova campagna di scavi a Tindari, riflettori su “Cercadenari”

Patti – Da qualche giorno all’area archeologica di Tindari c’è grande fermento per l’avvio, in zona “Cercadenari”, di un’importante campagna di scavo didattico che sta coinvolgendo una decina tra studenti e dottorandi dell’Università di Torino.

Le attività degli scavi sono iniziate lunedì scorso e si protrarranno  fino al 23 luglio in forza di una convenzione siglata tra il Dipartimento di Studi storici dell’ateneo torinese, la Soprintendenza ai Beni culturali di Messina e il competente assessorato regionale.

Le attività di scavo, che attualmente stanno impegnando quattro dei dieci studenti coinvolti nel progetto, si sono rese possibili grazie alle risorse messe a disposizione dal Dipartimento di Studi storici e dallo Zonta II di Torino, col supporto dell’associazione culturale intitolata a Tindaro Sidoti, personaggio che per lungo tempo ha lavorato a Tindari come assistente di scavo.

La concessione siglata dagli enti coinvolti avrà durata di tre anni, mentre a dirigere le attività didattiche sul campo è la prof. Rosina Leone: «Si tratta – ha spiegato la docente – della prima campagna di scavo, ma l’auspicio è di poter continuare anche l’anno prossimo, contribuendo all’accrescimento della conoscenza di un sito che presenta delle potenzialità straordinarie solo in parte esplorate. Mi ritengo molto soddisfatta della collaborazione e della disponibilità dimostrate dalla dott. Gabriella Tigano, dirigente della sezione archeologica della Soprintendenza di Messina, e dalla dott. Maria Ravesi, funzionario responsabile dell’area archeologica di Tindari».

Più che soddisfatto anche l’assessore Achille Fortunato: «La nuova campagna di scavo – ha dichiarato l’amministratore pattese a margine del sopralluogo effettuato a “Cercadenari” – apre nuove prospettive di rilancio per l’area archeologica di Tindari, poiché potrebbe suscitare un rinnovato interesse scientifico e rappresentare un volano per l’incremento delle presenze turistiche sul territorio».

La ripresa degli scavi in zona “Cercadenari”, fermi ormai dal 2008, rappresenta dunque una ghiotta occasione per dare nuova visibilità all’importante sito archeologico. Gli scavi inaugurati il 20 giugno rappresentano il primo di sei cicli spalmati su tre annualità, tutti concentrati nella zona di Cercadenari. «L’area archeologica di Tindari rappresenta il nostro petrolio, per questo – ha dichiarato Aquino – c’è bisogno di una nuova attenzione scientifica e ci auguriamo che al termine dei tre anni altre istituzioni universitarie, anche straniere, proseguano gli scavi sul territorio».

All’attività di scavo a “Cercadenari” se ne lega un’altra già in corso con l’Istituto internazionale di Studi liguri di Bordighera, dove si trova la documentazione relativa agli scavi effettuati durante gli anni ’50 a Tindari, presso le mura, sotto la direzione dell’archeologo Nino Lamboglia. Prima di intraprendere le attività, gli stagisti hanno infatti analizzato i materiali archeologici provenienti dai saggi condotti a Tindari da Lamboglia lungo il percorso dell’imponente cinta fortificata della città antica.

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