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La “stangata” dell’Ato: 24 mila ingiunzioni di pagamento per 10 milioni di euro

S.Stefano – L’Ato Messina 1, in liquidazione dal 2012, “colpisce” ancora. Nei 33 comuni della provincia di Messina, gli utenti sono 60 mila, sono arrivate circa 24 mila raccomandate con ingiunzioni di pagamento, per fatture relative alla Tia (tariffa igiene ambientale) degli anni 2008 e 2009.

L’incasso si aggirerebbe intorno ai 10 milioni di euro, che servirebbero per “pareggiare” il servizio del 2008 e 2009. L’amministrazione comunale di S.Stefano ha incontrato i cittadini per dire no. “Vogliamo dare tutta l’assistenza possibile alla nostra gente – ha detto il vicesindaco ed assessore ai tributi Fausto Pellegrino – perché possa contestare in ogni sede queste assurde bollette, anche attraverso un’azione collettiva, la cosiddetta class action”. L’Ato, fino al 2012, riceveva le fatture dai vari organismi che componevano la filiera del servizio rifiuti, approvava il bilancio e a metà dell’anno successivo chiedeva ai cittadini il dovuto per l’anno che era passato. Fino al 2009 le fatture sono state inviate con posta ordinaria, quelle non pagate in prima battuta dagli utenti sono state rinotificate con raccomandata negli anni successivi.

Le fatture che riguardano il 2005 sono già in mano alla Serit. Per quelle del 2006 e 2007 le ingiunzioni di pagamento sono state fatte nel 2013. Per il 2008 sono state fatte le raccomandate di ingiunzione al pagamento nel 2013 e per il 2009 sono state fatte nel 2014. Praticamente e sostanzialmente l’Ato ogni volta che sia arriva alla scadenza dei 5 anni da un atto di fatturazione, rifà una messa in mora o sollecito di pagamento per interrompere i termini prescrizionali. I motivi di contestazione: l’effettiva comunicazione dell’interruzione dei termini di prescrizione, la correttezze della procedura di riscossione, la nullità di tutte le fatture per difetto di motivazione e l’insussistenza della pretesa creditoria e del diritto di credito. Francesco Librizzi, componente del collegio di liquidazione dell’ato chiarisce “abbiamo mandato 24 mila atti di ingiunzione, in 2 mesi e mezzo abbiamo ricevuto solo 160 ricorsi, su richiesta delle amministrazioni, invieremo i moduli per consentire ai cittadini di chiedere la rateizzazione direttamente nel proprio comune”.

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