definitiva

Cettina e Santo, che significa essere “volontari”

S.Stefano – Tutto è tornato alla normalità, restano i segni, il dispiacer e la gratitudine. Ancora una volta ci hanno messo cuore e coraggio.

I volontari stefanesi hanno dato e portato aiuto. A ringraziarli sindaco ed amministrazione, autorità e cittadini. Tutti. “Abbiamo vissuto momenti drammatici – racconta visibilmente provata Cettina Filoramo responsabile della delegazione di protezione civile club radio c.b di S.Stefano – io e la mia squadra abbiamo rischiato la vita nel domare le fiamme che hanno invaso il paese”. Donna e madre si emoziona quando nomina i “suoi” uomini, il presidente Giovanni Gagliano, Antonino Gagliano, Paolo Pizzuto, Francesco Manfrè, Gabriele Volpe e Giampiero Melandrino. In centinaia si sono dati da fare per domare il fuoco , polizia, carabinieri, il sindaco, i carabinieri che trasportavano secchi d’acqua, cittadini e volontari della protezione civile che sono finiti anche al 118, ma per fortuna solo un’intossicazione da fumo. “Non vogliamo essere definiti eroi né tanto meno avere medaglie o riconoscimenti – dichiara ancora la Filoramo – a noi basta un grazie, speriamo solo di essere un esempio soprattutto per i più giovani. Capita spesso che non venga riconosciuto il nostro operato ma noi andiamo avanti con amore ed orgoglio. I grazie e le attestazioni pubbliche che ho ricevuto li estenderò ai miei volontari che li accoglieranno con tutto il cuore per far crescere ancora di più il loro amore per il prossimo”. I volontari del distaccamento di S.Stefano di Camastra, guidati dal comandante Torcivia, sono stati impegnati su più fronti, a supporto delle squadre operative, nell’intero territorio nebroideo, da Capo d’Orlando, a S.Stefano a Motta. Sono ben preparati e conoscono ogni angolo di terra della città delle ceramiche e non solo.Il sentimento di tutti è affidato alle parole di Santino Marina. “Facciamo parte di un corpo meraviglioso quello dei vigili del fuoco, ne andiamo fieri e orgogliosi – afferma Marina – quando indossiamo quella divisa sporca e puzzosa di fumo non ci sentiamo super eroi e non pretendiamo di esserlo, ma sappiamo che nel nostro piccolo dobbiamo essere di aiuto a qualcuno. Quando la notte a qualsiasi ora suona il telefono, abbiamo un sussulto al cuore, diamo un bacio a figli, mogli o genitori, perché potrebbe essere l’ultima volta. Anche scivolare giù da una scarpata – conclude Marina – mettere il piede nel posto sbagliato al momento sbagliato può essere fatale”.

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